Corso Cavour, bici “spolpate” I ladri ora abbandonano il telaio
Lo scheletro ritrovato in corso Cavour nella foto a fianco, dove c’è la sede della Camera di Commercio, è solo uno dei tanti sparsi per la città, dal centro alla periferia. Nelle rastrelliere, nei...
Lo scheletro ritrovato in corso Cavour nella foto a fianco, dove c’è la sede della Camera di Commercio, è solo uno dei tanti sparsi per la città, dal centro alla periferia. Nelle rastrelliere, nei parchi, lungo strade piccole e grandi i telai di bicicletta sono il simbolo del costante, certosino e puntuale lavoro dei ladri che non risparmiano le due ruote che fanno il loro caso. Non c’è più il bisogno di rompere, di tagliare in due con maestria il catenone col super lucchetto a cui si è assicurata la bicicletta alla rastrelliera: i ladri la spolpano, prendono il sellino, le ruote, a volte parti della meccanica e all'occorrenza manubrio e fanali. Non va più di moda prendere tutta la bici, ma i pezzi. E questo perché è cambiato il mercato dei ladri: evidentemente ci sono assemblatori compiacenti che mettono poi in vendita biciclette “multiple”, con vari pezzi rubati. Spesso il telaio ha il numero di serie e si può risalire al proprietario se ha sporto dettagliata denuncia. Con la bicicletta “multipla” evidentemente si corrono meno rischi E gli affari vanno bene anche perché chi resta con il solo telaio cerca a sua volta di comperare ruote e quant’altro.
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