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«Modena è indietro Quasi fossilizzata»

«Modena è indietro Quasi fossilizzata»

L’architetto Andrea Capelli, neo-soprintendente a tempo: «Troppe chiacchiere, situazioni bloccate e poco turismo»

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«Modena? Non intervengo sui singoli progetti, perché il mio incarico dura da 40 giorni, ma faccio solo delle constatazioni. La città mi pare morta dal punto di vista turistico, ben diversa da Bologna che invece è sbocciata, ha aperto alcuni palazzi nobiliari e fa mostre che attirano l’attenzione. Sotto la Ghirlandina invece il Duomo è ancora poco visitato, sugli Este non si fa nulla da vent’anni. L’ultimo grande sindaco è stato l’architetto Beccaria».

L’architetto Andrea Capelli di Castelfranco, il funzionario esperto che a Bologna ha preso temporaneamente il posto del soprintendente Luigi Malnati, debutta con una serie di considerazioni sulla città. Nessun parere sulle pratiche aperte sul suo tavolo, ma “considerazioni” («In realtà la situazione della Soprintendenza - dice - è complicatissima: ci hanno dimezzato il personale e aumentato i compiti. Mancano archeologi e storici dell’arte, quasi tutti passati nei musei»).

Architetto come vede la situazione modenese?

«Come le dicevo dal punto di vista lavorativo mi sono occupato più che altro di Parma, Bologna, Reggio, Piacenza e quindi faccio solo considerazioni sotto gli occhi di tutti. Mi pare appunto sia una città indietro, città dove ci sono tante discussioni bizantine che poi portano a situazioni bloccate. Molto chiacchere, ma ad esempio mostre che non mi pare attirino più di tanto l’attenzione. Dal punto di vista turistico Modena cresce molto meno di Bologna, è ancora un po’ fossilizzata: pensi ad esempio a Fico che magari non piace a tutti, ma c’è».

Del progetto Sant’Agostino che pensa?

«Non l’ho seguito come ufficio: prima volevano fare le torri, poi tante parole e siamo fermi”. E dei chioschi del parco della rimembranza? “Altra situazione ferma, c’è una vicenda processuale mi pare”. Situazione complicata? “Ricordo che anni fa l’ex soprintendente Paolozzi Strozzi chiedeva di aprire al pubblico, veramente, il Palazzo Ducale di Modena con parte delle collezioni che erano lì. Era una ottima idea, ma non ha avuto seguito e oggi il palazzo ducale cade a pezzi, si fanno piccoli interventi tampone all’interno. E’ un disastro mentre sulla dinastia estense si potrebbe fare di tutto».

Cosa intende?

«Mantova ha fatto con i Gonzaga, dove andò un milione di persone alle mostre, e Ferrara appunto con gli Este, qui invece in vent’anni praticamente nulla. Posso dire una ultima cosa su Modena?»

Prego.

«Un grande sindaco è stato Beccaria che era architetto: fu il primo ad avere l’idea di aprire il cortile di Palazzo Ducale, non si è fatto neppure questo nel corso del tempo. Ora speriamo che con i milioni del progetto Ducale Estense si possa intervenire sui palazzi modenesi».

Stefano Luppi

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