Formigine. Morta dopo il placcaggio, donati gli organi di Rebecca
Formigine. Il messaggio della famiglia: «Così potrà aiutare tante altre persone» Sotto choc l’altra giocatrice coinvolta. La Procura di Ravenna apre un’inchiesta
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FORMIGINE. La morte della giovane rugbista Rebecca Braglia è un dolore che non trova spiegazione, una tragedia che sembra non avere un perché. E che segnerà per sempre la vita di molte persone che hanno avuto la fortuna di conoscere e apprezzare la «piccola guerriera», come veniva chiamata in ambito sportivo. Ma anche in momenti così difficili, la famiglia della 18enne reggiana ha voluto rendere onore alla ragazza, dando seguito anche nella morte a quelle che sono sempre state le sue più grandi qualità: generosità, coraggio, altruismo.
LA FAMIGLIA Il padre Giuliano, originario di Formigine, la moglie Marina e il figlio ingegnere Federico, che non hanno lasciato mai da sola Rebecca, hanno infatti acconsentito all’espianto degli organi della giovane. Ora serviranno a diverse equipe degli ospedali italiano giunti in queste ore al Bufalini di Cesena, dove la 18enne era stata operata e ricoverata domenica mattina dopo l’incidente di gioco a Ravenna. Organi «di una rugbista, di una persona forte» ha detto il papà Giuliano, mantenendo anche in questa circostanza quella dignità e quella compostezza che ha caratterizzato tutta questa tragica vicenda. Così anche dopo la morte Rebecca potrà «aiutare tante persone», ha proseguito il padre, nella speranza che «si meritino questo aiuto».
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Terminate le procedure mediche si dovrà attendere il nullaosta per poter fissare i funerali e, nell’attesa, la famiglia è rimasta ancora a Cesena, accanto a Rebecca, per non lasciarla mai da sola. Intanto sul profilo del padre Giuliano, che mercoledì pomeriggio ha annunciato la scomparsa della figlia, continuano ancora ad arrivare centinaia di messaggi di cordoglio. C’è anche un altro aspetto doloroso, quello della giocatrice del Ravenna Rugby autrice del placcaggio. Lei, fanno sapere dalle società, è sotto shock per quanto successo. È a lei, quindi, che si è voluto rivolgere il presidente regionale della Fir (Federazione italiana rugby), Giovanni Poggiali. «Il presidente del club dell’Imola al quale la ragazza è tesserata – ha spiegato Poggiali – sta costantemente accanto alla giovane. Il nostro ambiente è abituato a reagire alle cose negative e a farne tesoro. Dobbiamo uscirne più forti, soprattutto lei. Quello che è successo è una fatalità ed è scontato che non è colpa sua come di nessuno. Qui purtroppo c’è di mezzo solo il fato, il destino». Nel frattempo la Procura di Ravenna, con il pm Monica Gargiulo, ha aperto un fascicolo conoscitivo, senza indagati né ipotesi di reato, sulla morte di Rebecca. Il fascicolo raccoglie i referti dell'ospedale e i primi accertamenti sulla dinamica sommaria dell'incidente. Un atto dovuto, niente di più.
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