Pd modenese con Martina ma è il gelo verso Renzi
Le preoccupazioni di Baruffi dopo la direzione che ha bocciato il governo con M5s «Ritrovata la compattezza, ma l’ex-segretario non ci è piaciuto. Voto? Più vicino»
Fiducia al segretario Martina e “no” compatto all’ipotesi di sostegno a un governo guidato dal Movimento 5 Stelle e, allo stesso modo, a un esecutivo a trazione Lega. Si è chiusa così, dopo quattro giorni di turbolenze seguite alla fuga in avanti dell’ex segretario Renzi, la direzione nazionale del Partito democratico, che ieri sera alle 20 ha chiuso definitivamente la porta a un’intesa con i pentastellati, aprendo invece quella che probabilmente condurrà al voto anticipato.
Una direzione - che si è chiusa con il voto unanime alla proposta del segretario - a cui hanno partecipato quattro modenesi, ovvero i delegati della nostra provincia Giuditta Pini, parlamentare di Modena rieletta il 4 marzo nel collegio della Romagna, Nazarena Forti, consigliera comunale a Soliera, Davide Baruffi, deputato nella legislatura appena conclusa e Umberto Costantini, sindaco di Spilamberto. E proprio per arrivare in direzione portando con sé il punto di vista del territorio, mercoledì sera il sindaco Costantini aveva incontrato un centinaio di esponenti del partito di tutte le Terre di Castelli: «Un incontro importante - spiega il primo cittadino di Spilamberto - in cui è emersa la volontà della maggioranza dei presenti di opporsi a un governo con i Cinque stelle, anche se non sono mancati i pareri più favorevoli ad un’intesa e alla prosecuzione del confronto. La cosa più significativa, comunque, è che noi ci siamo confrontati dal vivo, mentre altri lo fanno nelle segrete stanze o sul web». Tornando alla direzione di ieri, secondo il sindaco di Spilamberto e delegato nazionale i segnali positivi non sono mancati: «Dopo giorni di grande tensione c’è stata una grande compattezza nel sostegno al segretario Martina - riprende Costantini - che ci porterà alla prossima assemblea, mentre la maggioranza dei presenti era d’accordo sul “no” all’ipotesi di governo con i Cinque stelle, visti i valori profondamente differenti tra noi e loro».
Ma se sul sostegno a Martina non ci sono stati dubbi, la perplessità di molti delegati nazionali, a partire da Davide Baruffi, riguarda quello che è successo nei giorni scorsi, con Renzi che di fatto ha dettato la linea al partito, legando le mani al segretario: «Un “abbraccio” che è servito a piantare qualche bandierina - spiega l’ex deputato - mentre noi siamo riusciti nello straordinario capolavoro di dire “no” al Movimento Cinque Stelle e al centrodestra e “sì” solo a un governo istituzionale appoggiato da tutte le forze politiche, strada che però non era percorribile. Di conseguenza - incalza l’ex segretario provinciale - ci avviciniamo ad un nuovo voto politico che avvantaggerà solo la Lega e che rischia di vedere un Pd ancora più in difficoltà». Quello di Renzi e della maggioranza, insomma, è stato un «abbraccio che non lascia a Martina la capacità di lavorare in autonomia, aprendo le porte ad un voto anticipato che porta con sé grandi rischi».
Baruffi conclude esprimendo due preoccupazioni per le prossime settimane: «Da un lato che si esprima una fiducia “fredda” al segretario, per poi tenerlo ostaggio di una linea politica diversa da quella che ha enunciato, e dall’altro che si torni presto ad elezioni anticipate, essendo ormai precluse quasi tutte le alternative».
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