Più posti e rette leggere negli asili nido
L’impegno del nuovo programma triennale della Regione. «Vogliamo sostenere le famiglie»
Ridurre liste di attesa per le iscrizioni e i costi delle rette a carico delle famiglie, oltre a incrementare le iscrizioni e promuovere nei territori Poli per l'infanzia, strutture che accorpano asili nidi e scuole materne per favorire la continuità didattica dei bambini da 0 a 6 anni.
Sono alcuni degli obiettivi del nuovo Programma triennale (2018-2020) della Regione Emilia Romagna approvato dalla giunta e che approderà in Assemblea legislativa. Per raggiungere i vari punti del piano, i Comuni potranno contare su 33 milioni di euro stanziati dalla Regione a cui si aggiungeranno fondi statali.
Il sostegno agli enti locali si traduce in un'erogazione, da parte di viale Aldo Moro, di oltre 11 milioni di euro all'anno che serviranno anche a garantire i coordinamenti pedagogici territoriali e la formazione di operatori dei servizi educativi. «Fissiamo come prioritari - spiega la vicepresidente della Regione e assessore al Welfare Elisabetta Gualmini - la diminuzione delle rette, l'abbattimento delle liste di attesa e l'aumento delle convenzioni con il sistema del privato sociale promuovendo maggiori opportunità di formazione degli educatori e un miglioramento dei servizi».
I CONTENUTI . Con uno stanziamento di oltre 11 milioni di euro l’anno (quelli relativi al 2018 già messi in bilancio),la Regione si impegna dunque per il prossimo triennio a sostenere concretamente gli Enti locali e le loro forme associative nella gestione dei servizi educativi per la prima infanzia. I fondi, regionali e statali, saranno ripartiti a livello territoriale in base al numero dei bambini iscritti ai servizi educativi e ai centri per bambini e genitori presenti nei singoli Comuni.
Le risorse - come prevede espressamente il nuovo programma - dovranno essere utilizzate anche per contenere i costi delle rette a carico delle famiglie e ridurre le liste d’attesa per le iscrizioni; serviranno a garantire il funzionamento dei coordinamenti pedagogici territoriali e la formazione degli operatori dei servizi educativi; e, inoltre, a valorizzare nel suo insieme il sistema pubblico-privato dei servizi per l’infanzia, tramite la promozione dello strumento delle convenzioni.
Ma gli indirizzi di programmazione prevedono un’altra novità: la graduale promozione sul territorio regionale dei “Poli per l’infanzia”, che riuniscono in un unico o più edifici vicini gli asili nido e le scuole per l’infanzia con l’obiettivo di assicurare la continuità educativa ai bambini dalla nascita fino a 6 anni; dando così piena attuazione al Sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni introdotto dalla legge nazionale 107 del 2015 (la cosiddetta legge della “Buona scuola”).
IL SISTEMA REGIONALE.Il sistema dei servizi educativi per la prima infanzia in Emilia-Romagna è rappresentato da: nidi d’infanzia, che possono accogliere bambini in età 3 - 36 mesi, sia a tempo pieno che a tempo parziale, organizzati con modalità diversificate in riferimento ai tempi di apertura (tempo pieno e part-time) e alla loro ricettività; servizi domiciliari organizzati in piccoli gruppi educativi; servizi integrativi, come lo Spazio bambini e i Centri per bambini e famiglie.
Secondo i dati dell’Osservatorio regionale per l’infanzia e l’adolescenza riferiti all’anno educativo 2016-2017, in Emilia-Romagna i bambini da 0 a 3 anni iscritti nei 1.225 servizi educativi erano oltre 33 mila, il 30,6% dei bambini di questa fascia d’età residenti in regione (107.737).
Nell’area metropolitana di Bologna i servizi sono 297 e gli iscritti 8.988.
Nelle altre Province: Modena è al primo posto con 186 servizi e 5mila 261 iscritti, Reggio Emilia (148 servizi, 4.303 iscritti), Ravenna (134 servizi, 2.951 iscritti), Parma (126 servizi, 3.474 iscritti), Forlì- Cesena (111 servizi, 2.518 iscritti), Ferrara (91 servizi, 2.290 iscritti), Piacenza (70 servizi, 1.436 iscritti), Rimini (62 servizi, 1.823 iscritti)
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