Sciopero di 8 ore, un corteo da Maserati a Confindustria
Una manifestazione tra due luoghi simbolo dell’industria modenese, con un corteo che partirà da una Maserati sempre meno modenese e una Confindustria sempre più indifferente rispetto all’applicazione...
Una manifestazione tra due luoghi simbolo dell’industria modenese, con un corteo che partirà da una Maserati sempre meno modenese e una Confindustria sempre più indifferente rispetto all’applicazione dei contratti e al rispetto delle regole della contrattazione collettiva.
A descrivere i vertici di via Bellinzona come tanti Ponzio Pilato che se ne infischiano dei tavoli di trattativa sono i dirigenti della Cgil, che mordono il freno rispetto a un codice di accordi nè scritti nè sottoscritti per cui è sempre la Fiat a dettare la linea dell’associazione dei maggiori imprenditori modenesi anche se il colosso torinese-americano si è sfilato dal contratto nazionale dei metalmeccanici.
«Fca se l’è fatto su misura l’accordo e tengono fuori la Cgil da ogni sede di cofronto visto che non siamo allineati ai loro diktat - mastica amaro Manuela Gozzi (Cgil) - Eppure nella lotta per avere contratti regolari e il rispetto della legalità ci sta anche il caso simbolo rappresentato dal Tridente, che riempie gli uffiuci di progettazione di ingegneri in trasferta e di giovani laureati con contratti a scadenza, variamente rinnovati. La Maserati soffre, e parecchio. Le produzioni si spostano a pezzi verso Torino, l’indotto modenese perde sempre più peso e importanza. E in tutto questo gli operai che restano in linea alla produzione non sanno quale sarà il loro futuro immediato. Del piano industriale, se c’è, non si dice nulla; ora si aspettano grandi comunicazioni per giugno ma è tutto in alto mare. E poi c’è la vertenza simbolo della Castelfrigo, delle coop spurie e degli appalti capestro con il licenziamento sempre pronto per chi non si allinea alle condizioni di lavoro e di retribuzioni che sono pessime».
Il presidio comincerà alle 5 del mattino,m incoincidenza con i turni di lavoro, ma la manifestazione inizierà alcune ore più tardi. Non a caso la contrapposizione a Castelnuovo nel settore delle lavorazione delle carni finisce per diventare la cartina di tornasole di relazioni industriali in cui anche la Confindustria, secondo la Cgil, resta alla finestra e resta inerte di fronte all’aggiramento delle norme di contratti ballerini, che nell’alimentare saltano da un inquadramento all’altro. «Anche se aumenta il tasso di occupazione - conclude Vannelli - non va dimenticato che i numeri sono viziati da rilevazioni che prendono in considerazione anche i lavoretti di poche ore a settimana. Per questa è risalita l’occupazione femminile». (s.c.)
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