Gazzetta di Modena

Modena

Carpi, il Torrione terremotato si svela

di Serena Arbizzi
Carpi, il Torrione terremotato si svela

Un tour esclusivo con oltre 200 prenotazioni per scoprire come rinascerà il palazzo chiuso nel 2012

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CARPI. Uno dei più grandi tesori architettonici del centro della città sta per svelare il suo volto dopo anni. Hanno registrato il tutto esaurito le prenotazioni per le visite guidate al Torrione degli Spagnoli che si terranno domani in più turni. Duecento persone potranno varcare la soglia di uno dei complessi monumentali più ammirati del territorio, sottoposto a interventi di ripristino dopo il terremoto del 2012. Per chi è profondamente e intimamente carpigiano, ma anche per chi ama la storia e l’arte quella di domani sarà una giornata speciale.

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«Ho voluto organizzare queste visite per la città che si riappropria così di uno spazio che sente vicino e guarda con spirito di appartenenza, ma che non è ancora stato del tutto esplorato - spiega il vicesindaco e assessore alla cultura Simone Morelli - Entro questo mese finalmente partirà il cantiere e verranno affidati i lavori che consentiranno di procedere col ripristino. Stiamo lavorando su tutta la città dalle mura ai contenuti, ai contenitori».

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Le visite di domani saranno condotte in buona parte dagli studenti della terza N del liceo Fanti nell’ambito di un progetto di alternanza scuola lavoro. «L’obiettivo è stato far comprendere come si passa da un edificio inagibile a uno aperto al pubblico - spiega Manuela Rossi, direttrice dei Musei di Palazzo Pio - È stata affrontata prima la parte teorica a gennaio, poi si è lavorato affinché gli studenti potessero raccontare che cosa si vede. Saranno percorsi tutti e quattro i livelli del Torrione, con scelte legate anche alla sicurezza, dato che non è possibile vedere tutto. Al piano terra c’è la sala in cui oggi si vede la maggior parte di decorazioni e affreschi. C’è l’idea, quindi, del Torrione recuperato. Al primo piano i visitatori vedono “saggi”, nel pavimento e nel muro: punti in cui sono stati tolti strati superficiali per capire se ci sono affreschi sottostanti di una certa importanza. Passando al secondo piano, si ammirano i graffiti dei carcerati. Questo spazio, da tempo, non viene visto da nessuno. Il Torrione non era visitabile, perché sempre utilizzato dallo Stato come luogo di uffici. Nel sottotetto, di cui si è parlato moltissimo negli ultimi anni si può scrutare il panorama fino a 20 chilometri di distanza. Uno spazio, questo, che apre a molte suggestioni con il tetto completamente rifatto dopo il terremoto. Il visitatore avrà la possibilità di ammirare qualcosa di straordinario e il messaggio è stato captato perché in quattro giorni i posti sono stati esauriti».
 

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