Il ministro Lorenzin a Modena: «Punto nascite di Pavullo chiuso, la scelta è corretta»
Il ministro Lorenzin e la Sanità modenese: loda l’unione degli ospedali e stronca le speranze di Pavullo
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MODENA. Arriva da Bologna, dove ha partecipato al Festival della Scienza, e proprio dalla scienza parte per affrontare la questione più delicata, quella dell’ospedale di Pavullo. Poi rilancia sull’eccellenza del sistema modenese, modello da potenziare e da esportare.
Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin - rieletta alla Camera nel collegio di Modena alle politiche del 4 marzo - torna in città e affronta tutti i nodi della sanità locale in un incontro che ieri pomeriggio, davanti a circa duecento persone che hanno riempito il Baluardo della Cittadella, ha visto protagonisti anche il presidente della Regione Stefano Bonaccini, i presidenti della Conferenza sociosanitaria provinciale Gian Carlo Muzzarelli e Alberto Bellelli, il rettore Unimore Angelo Oreste Andrisano, i direttori Ausl e Azienda ospedaliero universiaria Massimo Annicchiarico e Ivan Trenti e l’assessore modenese alla Sanità Giuliana Urbelli.
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E se il primo tema è quello dell’unificazione tra Policlinico e ospedale di Baggiovara, per il ministro il processo «sta andando bene: abbiamo dati molto positivi sul sistema sanitario modenese, e siamo qui per capire le prospettive di un sistema che può crescere e diventare un modello fuori dalla sanità emiliana. Un percorso di unificazione - incalza il ministro - che cambierà anche la qualità per i cittadini: penso alla realizzazione dell’hospice, o al potenziamento delle reti di assistenza per gli anziani in un territorio che, guardando ai dati Istat, avrà un’incidenza sempre più “anziana”».
Quindi, il tema di Pavullo, con la chiusura del punto nascite contestata dal territorio e dalle opposizioni: «La legge dice che non c’è alcuna possibilità di riaprirlo, e peraltro si tratta di una norma voluta da un ministro di Forza Italia sulla base di un accordo tra scienza e medicina. Poche ore fa ero a Bologna - aggiunge la Lorenzin - dove ho partecipato al Festival della Scienza, dove mi sono confrontata a lungo sul tema dell’alleanza tra politica e scienza. Insomma, quando un politico prende una decisione su temi come questo, deve riuscire a valutare i dati in maniera obiettiva, e soprattutto deve farlo per dare un servizio ai cittadini: un punto nascite ampiamente sotto i 500 parti, e qui siamo addirittura sotto i 200, è un punto nascite che viene chiuso non per motivi economici, ma per la sicurezza delle mamme e dei bambini, perché oggi bisogna garantire un rischio quasi a zero. Per questo, chiedo che il punto nascite di Pavullo venga trasformato in un “punto mamma”, un luogo in cui le mamme vengono seguite nella fase pre e post parto, coinvolgendo le ostetriche». Temi affrontati anche dal presidente Bonaccini: «Noi abbiamo una sanità a grande centralità pubblica - spiega - perché siamo convinti che il diritto alla salute, come quello all’istruzione, debba essere garantito a tutti. Quindi la centralità resta pubblica, ma creando rapporti virtuosi con una parte di privato, che ad esempio per l’ospedale di Sassuolo ha dato risultati molto significativi».
Quindi, il rapporto tra ospedali e case della salute: «Le case della salute in regione - incalza il governatore - diventeranno a breve dalle 11 attuali a 16, e qui non c’è politica che tenga: i sindaci della nostra regione, di destra, sinistra o Cinque stelle che siano, ci chiedono di avere le case della salute sul loro territorio, perché il futuro è quello». Per quanto riguarda le sfide da vincere per i prossimi anni, il presidente Bonaccini indica la rete dei pronto soccorso: «La sfida è quella di renderli più umani, con più privacy e prontezza di risposta - conclude - per dare un servizio sempre migliore, e perché troppo spesso c’è chi li scambia per ambulatori, allungando le code anche per chi ne ha realmente bisogno».
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