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Modena, nasce il centro contro la Mafia: «Così contrasteremo infiltrazioni e corruzione»

Modena, nasce il centro contro la Mafia: «Così contrasteremo infiltrazioni e corruzione»

Inaugurato in via San Geminiano il Centro studi e documentazioni contro la mafia Sindaco: Banca dati fondamentale. Foffani: Università chiamata alla prevenzione

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MODENA. Uno nuovo strumento utile a combattere le mafie in una terra, l’Emilia, dove il radicamento è purtroppo realtà a partire dagli anni ’70. Un territorio dove, ancora oggi che la consapevolezza della presenza della criminalità organizzata è aumentata, si celebrano processi come Aemilia che sollevale il velo sul malaffare diffuso.

È nato ieri, presso la facoltà di Giurisprudenza nel complesso di San Geminiano, il nuovo “Centro studi e documentazione sulla legalità” dell’ateneo nato nell’ambito del progetto del Comune di Modena “Pubblico e privato per un territorio di legalità” e con il co-finanziamento dalla Regione.

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«Il nuovo centro - spiegano il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e l’assessore alla legalità Andrea Bosi - ha l’obiettivo di creare una raccolta documentale specifica su leggi, ordinanze, studi e sentenze che riguardano le mafie per fornire un supporto scientifico alle azioni per la legalità e per il contrasto alle infiltrazioni mafiose da realizzare sul territorio». Una delle prime attività del Centro studi sarà dunque quella di raccogliere approfondimenti ed esperienze già realizzate in ambito provinciale per poi promuovere una serie di iniziative accademiche in collaborazione con altri enti tra cui l’autorità anticorruzione dell’Anac ieri presente con il consigliere Nicoletta Parisi.

Continuano sindaco e assessore: «Tra i compiti è prevista anche la realizzazione di una raccolta documentale su sentenze e ordinanze in materia di gioco d’azzardo lecito, esiti dei processi per mafia, analisi dei procedimenti che hanno portato alla confisca di beni sul territorio, direttive Anac, approfondimenti sulla legislazione, novità sui provvedimenti legislativi in tema di trasparenza e normativa sugli appalti. Si perseguirà inoltre la valorizzazione, anche con premi o borse di studio, di tesi di laurea sul tema e l’istituzione di tirocini per diffondere anche tra gli studenti universitari una preparazione e una sensibilità su queste tematiche specifiche».

Tanti i membri delle istituzioni ieri presenti al San Geminiano per il taglio del nastro, tra cui l’assessore regionale Massimo Mezzetti: «Siamo davanti a uno strumento che consente approfondimenti e, spero, anche tesi di laurea: l’informazione è una attività efficace di contrasto alla criminalità organizzata. Ricordo che studiavo le infiltrazioni nel nostro territorio a metà degli anni ’90 quando molti non erano informati per cui sottovalutavano il tema. Oggi le cose sono cambiate per fortuna: c’è l’inchiesta Aemilia e notiamo che le infiltrazioni sono avvenute soprattutto a livello economico con la complicità di professionisti e imprenditori. Anche il privato nel contrasto alle mafie deve avere un ruolo, come ci diceva già il professor Enzo Ciconte, e per questo nella Consulta regionale della legalità ci sono anche le organizzazioni sindacali ed economiche». Alla presentazione di ieri il direttore del dipartimento di Giurisprudenza Luigi Foffani ha spiegato che «Oggi la rete di soggetti interessati al contrasto è sempre più estesa e noi, come università, siamo chiamati alla prevenzione e alla formazione», e successivamente si è svolto il primo seminario con Nicoletta Parisi dell’università di Catania, Vincenzo Mongillo di Unitelma Roma e Giulio De Simone dell’università del Salento. «Il centro - ha concluso la professoressa Parisi - avrà molto da fare in collaborazione con gli enti locali. La prevenzione è infatti una attività di difficile presa, misurarne gli effetti è ancora più difficile, ma l’anticorruzione è anche una attività benefica verso le imprese».

Stefano Luppi
 

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