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Spray urticante in classe, 10 intossicati

Finale. Lo studente del liceo prende la bomboletta di un’amica e spruzza: denunciato. Rischia anche la sospensione

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FINALE. Sarà il Consiglio di classe, che si riunirà la prossima settimana, a decidere il futuro dello studente del liceo che mercoledì ha spruzzato spray urticante in classe: rischia la sospensione o se si deciderà di usare il pugno durissimo anche la bocciatura. Il suo gesto ha comunque già avuto pesanti conseguenze: una decina di suoi compagni sono rimasti leggermente intossicati tanto da dover fare ricorso alle cure dei sanitari con l’ambulanza arrivata in via Digione; lui invece è stato denunciato alla Procura del tribunale dei Minori di Bologna dai carabinieri di Finale per interruzione di pubblico servizio. Nei giorni scorsi il ragazzino e la famiglia sono stati convocati dalla dirigente scolastica, Anna Silvestris, che ha incardinato il procedimento disciplinare non prima di aver spiegato la gravità della situazione. Il timore, infatti, è che in classe vi fosse qualche compagno allergico o con problemi asmatici.

L’episodio - nuovo per una scuola particolarmente stimata e apprezzata come il liceo “Morandi” - è avvenuto di mattina. Il ragazzino ha notato la bomboletta di spray urticante che una compagna porta regolarmente con sé per difesa personale. Evidentemente il dispositivo di sicurezza non era ben custodito, come si dovrebbe in certi casi, e il 15enne se n’è impossessato. Ci ha messo un attimo ad attivarlo e saturare l’aria della classe. In pochi istanti diversi amici hanno iniziato ad avvertire bruciore agli occhi e alle vie respiratorie, sintomi che hanno costretto la professoressa in servizio a far evacuare l’aula per procedere all’ossigenazione e alla messa in sicurezza di tutti gli studenti. Nel frattempo è stata allertata anche l’ambulanza di Finale che ha portato assistenza ai ragazzi che avvertivano i problemi più preoccupanti. E a scuola è giunta anche una pattuglia dei carabinieri di Finale, che ha proceduto all’identificazione del ragazzino e a ricostruire l’accaduto prima di interessare la Procura dei minori di Bologna.

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