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Dalla piazza riaffiora la vecchia Formigine

di Stefania Piscitello
Dalla piazza riaffiora la vecchia Formigine

Trovate le mura del 1400, la Sovrintendenza le cataloga e fa ripartire i lavori di rifacimento della nuova pavimentazione

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FORMIGINE. Un nuovo ritrovamento archeologico a Formigine, questa volta in piazza Calcagnini: durante le fasi di scavo per la riqualificazione della zona sono infatti emerse tracce di mura risalenti al 1400-1500, che non sono quindi quelle originarie del castello.

«Questi rilievi - spiega Sara Campagnari, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara - chiariscono alcuni aspetti che non erano limpidi finora, ma di cui in parte si avevano riscontri nelle iconografie antiche. Adesso occorrerà studiare i rapporti stratigrafici per collegare questi resti con i dati degli scavi passati».

I lavori per il rifacimento del centro storico di Formigine, che hanno avuto inizio a fine febbraio, erano stati preceduti da scavi preventivi effettuati dalla soprintendenza nell’estate del 2017. Lavori che avevano permesso di ipotizzare la presenza di testimonianze dell’esistenza delle mura dell’antico borgo di Formigine. Ipotesi che è stata poi confermata con l’avvio del cantiere: «Quando prende avvio un cantiere - chiarisce Mario Agati, assessore alla Cultura - parte un protocollo che prevede che i lavori siano a cura della soprintendenza. Se nel corso dei lavori vengono fatti dei ritrovamenti, il cantiere viene momentaneamente bloccato, per fare tutti i rilievi necessari».

Nel caso di ritrovamento di reperti mobili, questi vengono prelevati e portati nei musei, perché gli archeologi possano studiarli; se invece, come avvenuto a Formigine, vengono rinvenute ad esempio le fondamenta di un edificio, vengono messe in atto tutte le protezioni del caso, si effettuano i supplementi di indagine, gli scavi in profondità e si scattano le fotografie, in modo che storicamente si sappia quello che è stato trovato. Dopodiché, sempre sotto il permesso della soprintendenza archeologica, lo scavo viene coperto, e i lavori possono proseguire.

«Alcuni cittadini - prosegue Agati - avrebbero voluto che gli scavi venissero lasciati scoperti, o coperti con un vetro. La soprintendenza sconsiglia però di fare interventi del genere, perché con umidità, infiltrazioni e muffe, quello che c’è sotto si conserva con difficoltà».

I dovuti approfondimenti da parte della soprintendenza sono stati fatti durante tutte le fasi dei lavori della piazza e del centro storico. «Questi scavi - spiega il sindaco Maria Costi - hanno permesso di ricostruire un pezzettino di storia della piazza di Formigine».

Si era ipotizzato che i lavori di riqualificazione della zona finissero a luglio; con questa scoperta, il termine è slittato di qualche settimana. Inoltre, l’opera di pavimentazione procede con una certa lentezza, poiché le pietre sono numerate e devono essere posizionate secondo un preciso schema proposto dagli architetti. «Alla fine, però - sottolinea Agati - offriremo ai cittadini una piazza a misura d’uomo, in cui si continueranno a celebrare matrimoni, funerali e chiacchiere da agorà».

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