Modena: gruppi di vicinato, già mille le “vedette” della sicurezza
Cresce la partecipazione dei modenesi. Il sindaco: «Allarghiamo la rete ai negozianti che più di altri conoscono il territorio»
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MODENA. Qualcuno ha già portato risultati, selezionando le “notizie” e riportando i casi sospetti alla municipale, dal furgone che gironzola per il quartiere ai bivacchi nei parchi di notte. Qualcun altro, invece, sta ancora mettendo a punto la macchina, chiedendosi quali siano le cose da segnalare e quali quelle da eliminare dalle chat. Fatto sta che i gruppi già al lavoro sono 29, e la collaborazione con il Comune sta dando qualche risultato, a partire dalla maggiore attenzione che i cittadini, facendo parte di un gruppo, prestano nella vita di tutti i giorni.
A fare il punto sull’attività di controllo del vicinato in città, ieri mattina al Comando della polizia municipale, sono stati i referenti dei 29 gruppi, insieme al sindaco Gian Carlo Muzzarelli, alla vicecomandante Patrizia Gambarini e al presidente dell’associazione nazionale del controllo di vicinato Leonardo Campanale.
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«Un’attività che ha trovato terreno fertile sul nostro territorio - spiega il primo cittadino - perché si basa sulla qualità del capitale sociale e delle relazioni e sulla partecipazione attiva dei cittadini: caratteristiche che siamo in grado di esprimere in maniera diffusa e consistente». Sulle possibilità di sviluppo del progetto, anche nell’ottica di come rispondere e gestire al meglio e in maniera integrata con le altre forze di polizia, le segnalazioni destinate ad aumentare quantitativamente oltre che qualitativamente, si è riflettuto durante l’incontro che intendeva essere un momento formativo, oltre che di confronto.
«Da questo incontro - continua Muzzarelli - sono emerse importanti indicazioni per lo sviluppo del progetto, ovvero la creazione di una rete tra coordinatori per la condivisione di messaggi che possono interessare tutto il territorio, l’invio di messaggi che la polizia municipale può diramare attraverso i coordinatori, per esempio per la ricerca di persone che si sono allontanate da casa o messaggi di attenzione su particolari fenomeni, e il collegamento con gruppi di comuni limitrofi anche attraverso la creazione di piattaforme informatiche. Proveremo inoltre a sollecitare la creazione di un gruppo formato da commercianti».
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Durante l’incontro, i referenti dei gruppi si sono così confrontati con il presidente nazionale dell’associazione: «Il protocollo generico del controllo del vicinato - spiega Leonardo Campanale - indipendentemente da chi lo promuove, produce a livello locale effetti insperati e positivi in termini di maggiore coesione delle comunità e sviluppo della solidarietà tra vicini. Dà il meglio di sè quando viene osservato a livello di microcomunità in cui tutti si conoscono e diventa semplice individuare criticità e anomalie riportate alle forze dell’ordine. Questo tipo di controllo si occupa sempre più della sicurezza della comunità attraverso la partecipazione attiva dei suoi residenti in un rapporto forte e inedito con istituzioni e forze dell’ordine».
E a proposito di esperienze di successo, a incontrare i referenti modenesi è stato anche Fausto Paltrinieri, responsabile provinciale dell’associazione e rappresentante dei gruppi delle Terre d’Argine, che oggi hanno già 3100 aderenti e 150 coordinatori: «Da subito - fa sapere - si è pensato di strutturare un sistema che potesse gestire una tale mole di persone e di informazioni, da qui è nata l’idea di costituire una sezione come punto di riferimento principale. Questa struttura ha permesso una suddivisione dei compiti e quindi un minore carico per ogni aderente, inoltre ci ha dato la possibilità di avere sempre idee nuove e collaborazioni importanti».
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