L’omicidio Moro e quegli intrighi tutti internazionali
CASTELFRANCO. Nel 40° anniversario dell’uccisione di Aldo Moro si torna a parlare delle dinamiche politiche e sociali che hanno fatto da sfondo ad uno degli omicidi che più hanno segnato la storia...
CASTELFRANCO. Nel 40° anniversario dell’uccisione di Aldo Moro si torna a parlare delle dinamiche politiche e sociali che hanno fatto da sfondo ad uno degli omicidi che più hanno segnato la storia del Paese. A parlarne è stato il giornalista Giovanni Fasanella che ha presentato, in Santa Maria Assunta, il suo libro “Il puzzle Moro: da testimonianze e documenti inglesi e americani desecretati, la verità sull’assassinio del leader Dc”.
Partendo proprio dalla lettura di numerose carte recentemente desecretate, Fasanella ha ricostruito i passaggi attraverso cui si è sviluppato uno dei misteri più bui d’Italia. «Da cittadino, ancora prima che da giornalista, sono sempre stato curioso - ha raccontato Fasanella - Ho cercato con i miei libri di soddisfare questo mio bisogno di verità e per farlo ho dovuto studiare e leggere tanto».
Fasanella ha spiegato come l’omicidio di Aldo Moro “si inserisce nella zona grigia che ha segnato quel periodo storico. La politica estera e il ruolo della Gran Bretagna sono di fondamentale importanza per comprendere la reale essenza dell’omicidio Moro».
L’autore ha inoltre sottolineato come il compromesso storico e il disgelo che in quegli anni si stava ponendo in essere tra la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista Italiano hanno costituto un pericolo molto serio per gli equilibri mondiali di allora. «Furono tanti gli interessi convergenti delle maggiori potenze mondiali di bloccare l’andamento politico italiano. L’Italia voleva però avere una propria politica: in questo senso è importante conoscere anche le figure di Alcide De Gasperi ed Enrico Mattei. Personaggi che hanno anticipato in qualche modo il ruolo politico di Aldo Moro, oltre che la sua caratura morale e religiosa».
«Il nostro Paese - ha detto il senatore Edoardo Patriarca - ha sempre anticipato le dinamiche europee e anche internazionali. Aldo Moro capì l’urgenza di avviare una nuova fase democratica che avesse come presupposto la più ampia partecipazione di cittadini. Aveva capito il reale senso della politica».
Sara Donatelli
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