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La crisi? Persiste. Ma Modena è ottimista

La crisi? Persiste. Ma Modena è ottimista

Più del 50% del campione intervistato pensa si sia imboccata una via di uscita. Ma per l’85% crescono le differenze sociali

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MODENA Gli indicatori economici dicono che la grande crisi economica è quasi alle spalle, ma per la gente comune le cose non stanno così.

Gli anni appena trascorsi hanno lasciato il segno su tutti i ceti, a cominciare ovviamente dai più deboli. Ma anche per chi in passato stava bene, il ritorno agli standard di benessere di un tempo, pare oggi difficile da raggiungere. Anzi le differenze sociali si sarebbero acuite.

Questo, almeno, il quadro che emerge dall’indagine dell’Osservatorio Via Emilia della Fondazione del Monte, in collaborazione con Trc, che ha voluto sondare le opinioni dei modenesi su quale sia oggi la percezione della crisi e dei suoi effetti sulla vita delle persone.

I modenesi vogliono essere ottimisti, o almeno un po’ di più della media nazionale, e pensare che nei prossimi mesi le cose dovrebbero piano piano migliorare.

L'indagine è stata svolta nel mese di febbraio 2018 e ha riguardato un campione di 701 abitanti rappresentativo della popolazione modenese. Il fatto che Modena sia in una delle zone considerate un traino del paese, una locomotiva per il sistema economico nazionale, pare non essere immediatamente percepita dalle opinioni della gente come elemento tranquillizzante.

Innanzitutto dalle interviste emerge con forza che la crisi non è ancora alle nostre spalle. «Per il 50% del campione infatti il Paese non ne è ancora uscito e per il restante 46% ha solo imboccato la via per uscirne. - spiega Roberto Guerzoni, presidente della Fondazione Del Monte - Il secondo dato che spicca è la percezione, valida per l’85% degli intervistati, che le differenze sociali negli ultimi dieci anni siano aumentate o molto aumentate. Troviamo una conferma di questo elemento negli indicatori e nei dati economici rilevati negli ultimi mesi da tutti gli istituti di ricerca».

Dall’indagine emerge inoltre una differenza fra la situazione generale del Paese e quella della nostra città.

«A Modena la percentuale di chi pensa si sia imboccata una via di uscita supera quella di chi ritiene che la crisi sia tuttora in corso (53% contro 35%) e riguardo il tema delle diseguaglianze, pur rimanendo largamente maggioritario il dato di chi ne percepisce un aumento (70%), c'è un 10% di differenza in positivo rispetto al dato nazionale (80%). - spiega ancora Guerzoni - La ricerca esamina poi questi dati per sotto campioni in base al sesso, all’età, alla professione e alla collocazione sociale degli intervistati mettendo in evidenza come la fascia di età che maggiormente percepisce la permanenza nella crisi dell’Italia e di Modena sia quella compresa fra i 35 e i 54 anni».

In generale i modenesi ritengono che le differenze tra chi ha poco e chi ha molto a Modena siano aumentate negli ultimi 10 anni, ma questo aumento risulta inferiore rispetto a quello avvenuto in Italia. Se dunque, in generale, si può dire che i modenesi siano comunque ottimisti guardando al futuro, è interessante notare come i meno ottimisti siano le femmine rispetto ai maschi, le fasce d’età compresa tra i 35 e i 64 anni, coloro che hanno una scolarità superiore all’obbligo, i lavoratori dipendenti, le casalinghe, i disoccupati e chi attribuisce al proprio nucleo familiare una classe sociale bassa o medio bassa.


 

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