Luca Cuoghi porta in scena la Resistenza
“Una vita da mediano” rende omaggio a Ottavio Tassi che ha tramandato quel periodo di tensione
Ci sono epoche in cui non è possibile prendere tempo, risulta necessario agire e fare delle scelte a costo di sacrificare la propria libertà, la propria famiglia, la propria vita.
In questi periodi la storia attende delle risposte e gli uomini ricorrono alle proprie passioni, alle proprie paure, e speranze per non deludere le sue aspettative.
L’altra sera, si è tenuto “Una vita da mediano”, spettacolo messo in scena da Luca Cuoghi, grazie a cui è stato possibile riscoprire la figura di Ottavio Tassi, personaggio di rilievo delle Resistenza sassolese.
In seguito al proclama di Badoglio tenutosi l’8 settembre 1943, l’Italia si trasforma in un unico e grande campo di battaglia, in cui combattono nuovi e vecchi alleati e ha inizio la guerra fratricida tra italiani fedeli agli uni o agli altri.
Ripercorrendo i manoscritti di Tassi, secondo Cuoghi è possibile scongiurare l’ossimoro dell’antifascismo: “cioè quell’antifascismo che contrasta se stesso perché con metodi contrari e violenti vorrebbe contrastare, di fatto alimentandolo, un modo di fare politica intollerante e violento”.
Inoltre, grazie all’interpretazione di alcune pagine tratte da “Memorie e Diario dei Giorni Difficili” è stato possibile scoprire l’intolleranza provata da Tassi nei confronti dell’odio di parte, seguita da valori ben più importanti come quelli della diplomazia, della patria e della tenacia in grado di guidarlo durante la sua Resistenza avvenuta in montagna.
Lo spettacolo si è concluso sulle note di “Una vita da mediano” di Ligabue mentre Cuoghi reggeva una bandiera tricolore sul palco: un ultimo omaggio a chi ha saputo agire nell’ombra, lottando per ciò in cui credeva, forse senza ottenere i riconoscimenti meritati, ma avendo comunque la certezza di non aver esitato davanti alle necessità del suo tempo.
Davide Vanni
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