Modena: altra impresa dell'uomo dell'alabarda: ruba 16 vestiti indossandoli
Fu denunciato per minacce con un’alabarda, magrebino ora arrestato per furto
MODENA. Poco più di una settimana fa era finito alla ribalta della cronaca per essere stato fermato dalla polizia, mentre vagava in zona Madonnina brandendo una alabarda. L’arma era stata utilizzata per minacciare e cercare di colpire 4 connazionali, durante una lite, per non meglio precisati motivi.
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Questa volta, l’uomo è finito in manette per furto. Protagonista di tutto questo è un trentenne originario del Marocco, senza fissa dimora, irregolare in Italia, che più volte è stato denunciato e anche arrestato per reati vari. Sabato mattina, intorno alle 13, è stato pizzicato dopo un tentativo di furto ai danni del centro di materiale sportivo “Decathlon”. Il magrebino è stato infatti notato da un addetto della vigilanza interna per il suo comportamento sospetto nell’aggirarsi tra gli scaffali. L’uomo visionava la merce, provava alcuni articoli, poi li riponeva. Il tutto cercando di apparire il più possibile un comune cliente. La guardia, a debita distanza, lo ha continuato a tenere d’occhio, fino a quando è arrivato alle casse. Invece di pagare l’uomo è passato attraverso la corsia riservata a chi non fa acquisti. Il suo passaggio ha scattare gli allarmi anti taccheggio
. Immediatamente è stato fermato dal vigilantes che gli ha intimato di consegnare la merce che aveva nascosta addosso. L’uomo ha finto pentimento consegnando tre cappellini e tre solette per scarpe. La speranza era di chiudere la vicenda così. Il suoi piano è però svanito perché l’allarme ha continuato a suonare, anche dopo la consegna della merce. La guardia ha chiamato la polizia. Gli uomini della Volante hanno perquisito l’uomo. Sotto il giubbotto indossava 7 t-shirt una sopra l’altra, magliette in parte danneggiate nel tentativo di togliere la placca antitaccheggio. E sotto i pantaloni indossava 9 paia di pantaloncini. Visti i precedenti e l’impossibilità di rintracciarlo, in caso di concessione degli arresti domiciliari (è senza fissa dimora), il ladro è stato arrestato.
Lunedì 7 maggio è stat processato per direttissima: condannato, con rito abbreviato, a due mesi e venti giorni ma l’unica sua vera pendenza o preoccupazione sarà quella di recarsi dalla polizia (o dai carabinieri) per fare una firma su un registro.
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