Ferrari è inarrestabile: il titolo a quota 118 euro
Venerdì scorso aveva superato il tetto dei 113, ieri nuovo balzo in avanti (+3,73) In due anni dalla quotazione iniziale di 43 euro alla crescita quasi costante
Ferrari inarrestabile, quanto meno in Borsa a Piazza Affari. Il rialzo di venerdì scorso (+7,71 per cento), che aveva trascinato il titolo azionario dell’azienda di Maranello alla nuova quotazione record di 113,80 euro, ha avuto un seguito nella seduta di ieri. Ferrari ha chiuso con +3,73 per cento che conduce al nuovo record assoluto di 118,05 euro.
Le previsioni ottimistiche degli analisti più accreditati stanno trovando riscontro sul mercato milanese, dove è in crescita anche il titolo Exor della famiglia Agnelli, ieri a 65,08 euro (+2,29%). Il nuovo exploit delle azioni Ferrari è da porre in relazione al resoconto trimestrale al 31 marzo scorso, i cui dati sono stati resi noti nella giornata di giovedì. Il Bilancio trimestrale è andato anche oltre le stime positive degli analisti.
Dall’inizio dell’anno 2018 il valore di Ferrari è cresciuto di circa il 34 per cento ma è opportuno ricordare la significativa ascesa del titolo dal giorno del debutto a Piazza Affari, nel gennaio 2016, quando all’esordio venne attribuita una quotazione di 43 euro alle azioni del Cavallino. Un valore che ora potrebbe quasi triplicare.
Nei mesi successivi al debutto il titolo azionario Ferrari aveva anche trascorso un periodo non brillante, fino a scendere a quota 28 euro. Poi si è sempre trattato di una risalita graduale fino ad arrivare ai notevoli livelli attuali. Nel gennaio dello scorso anno, per esempio, le azioni della grande Casa di Maranello valevano circa 56 euro, in marzo si è passati a quota 69, a maggio a 73 e 77 euro, a fine giugno la quotazione si era abbassata a 75,15 poi il boom di luglio: 81,45 a metà mese fino ai 90 circa di fine luglio per superare il tetto dei 100 euro in novembre poi si registrano cali (per esempio 88,65 il 20 dicembre) e si torna a crescere sempre più in questi primi mesi del 2018. Si passa da 94,65 dell’8 gennaio scorso a 103,80 del 2 febbraio poi a 105,30 il 21 febbraio, un nuovo ribasso (96,98 il 2 marzo) e quindi la risalita. Il 7 marzo la Ferrari chiude la seduta a quota 100,55 euro. Il 27 aprile sale a 101,30 ma soprattutto il 2 maggio c’è un rialzo a 105,75 e ora il doppio balzo che trascina verso il nuovo record: venerdì scorso si registra un + 7,71 per cento a quota 113,80 e ieri la crescita ulteriore. Difficile ritenere che si sia già raggiunto il livello massimo.
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