«Hospice per malati gravi Ora qui non può mancare»
Nei giorni in cui si celebra il “percorso vincente” dell’unificazione degli ospedali Simona Arletti richiama l’attenzione su una carenza del servizio sanitario locale
Individuare al più presto un luogo o una struttura da rigenerare per la realizzazione dell’hospice modenese in programma da tempo e sollecitata anche nei giorni scorsi, con la nascita di un comitato ad hoc. A chiederlo, con un’interrogazione consiliare rivolta al sindaco Muzzarelli, è la consigliera comunale del Pd Simona Arletti, che all’indomani dell’incontro pubblico che ha portato a Modena il ministro della Salute Lorenzin chiede con forza la realizzazione e l’apertura del centro per i malati gravi. «Già nel 2008 - si legge nell’interrogazione, firmata da altri dieci consiglieri dem - il Consiglio discuteva il Piano per la salute presentato da un’ampia maggioranza. In quell’occasione, l’allora assessore regionale Bissoni ha fatto notare che “noi abbiamo la più ampia rete che una Regione abbia costruito, la rete degli hospice, per quelle persone in situazione critica o terminale che non possono essere assistite a domicilio. A Modena poi abbiamo la più alta percentuale di cittadini che muoiono a domicilio assistiti nell’ambito dell’assistenza domiciliare integrata”». Un tema riproposto in Consiglio anche con un ordine del giorno del 2010, in cui si diceva che «dopo l’approvazione della legge sulle cure palliative, anche a Modena andrebbe potenziato questo servizio ai cittadini», chiedendo in sede di conferenza sociosanitaria «il potenziamento delle strutture già esistenti, sfruttando le competenze dei professionisti sanitari maturate in questi anni nelle aziende sanitarie modenesi, senza escludere, dopo ricognizione dei “bisogni”, la possibilità di nuove strutture di hospice che coniughino efficacemente le finalità complessive della legge». Secondo la consigliera dem, dunque, «le cure palliative affiancano i pazienti e i familiari nel percorso di consapevolezza di diagnosi e prognosi, di accettazione della fase avanzata della malattia, e sono di sostegno e aiuto nelle scelte terapeutiche, mentre l’obiettivo delle cure palliative è dare qualità e dignità alla vita del malato fino alla fine. Si tratta di una struttura - incalza Arletti - che garantisce l’assistenza a livello residenziale con equipe specialistiche multiprofessionali, e accoglie, in un ambiente confortevole e simile alla casa, pazienti che richiedono cure specialistiche palliative continue per il trattamento di sintomi e fasi critiche della malattia non gestibili nella propria abitazione e con impossibilità dei familiari a rispondere alle necessità dell’assistenza». Quindi, dopo aver ricordato che «in Emilia-Romagna sono 22 gli hospice attivi, con 290 posti letto, e di queste strutture almeno un paio sono indicate per ciascuna provincia, mentre per Modena è indicato solo il Policlinico (dove oggi esiste una piccola struttura all’interno del Com, ndr)», la consigliera Pd chiede alla giunta «di individuare nel territorio modenese, compatibilmente con gli strumenti urbanistici, un luogo avente destinazione d’uso idonea, oppure se possibile una struttura esistente da rigenerare, ove realizzare un hospice “territoriale” che si ponga all’interno del piano sedi definito dal Comune in accordo con Azienda Usl e Azienda ospedaliero universitaria, a completamento di una ricca assistenza domiciliare integrata ben funzionante, con l’obiettivo di dare risposta a chi non può essere assistito a domicilio». (l.g.)
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