Modena. «Avevamo i ladri in casa mentre stavamo cenando»
Una villa di via Valdrighi, abitata da due professionisti, colpita per la quarta volta «Abbiamo sentito un rumore, solo per caso non ce li siamo trovati di fronte»
MODENA. «Ci hanno derubato mentre eravamo in casa, mentre stavamo cenando. Sono terrorizzata: se solo mi fossi alzata due minuti prima per andare a spegnere il computer in mansarda oppure se mia figlia fosse rimasta nella sua camera da letto come sarebbe andata a finire? Ci saremmo tutti trovati faccia a faccia con i ladri. Sarebbe bastato anche uno spintone, perché si sa che il ladro cerca spesso la fuga, ma ci sono le scale interne, se ci avesse spinto per scappare qualcuno di noi avrebbe potuto scivolare, ferirsi e rimanere disgraziato per sempre. Oppure potevano immobilizzarci, picchiarci per arrivare a chissà quali luoghi segreti, comportarsi come nelle classiche rapine in villa. È una situazione angosciante, amplificata dal fatto che con questa è la quarta volta che i ladri ci fanno visita in poco tempo».
Via Valdrighi, zona residenziale. Siamo nel tratto vicino all’incrocio con la via Vignolese, dove i filari di alberi con fitta vegetazione e poca illuminazione coprono la serie di ville, abitazioni non tanto alte ma con taverna, piano terra, piano notte e area mansarda, di moderna architettura. In una di queste, prima dell’area della scuola, vive una famiglia, una coppia di professionisti con una giovane figlia. «L’altra sera - spiega la signora - ero un mansarda. Dopo aver lavorato col computer ho attivato l’antivirus per una pulizia. Ci mette di solito molto, ho lasciato la luce accesa e sono scesa. Erano le 22 meno un quarto. Io e mio marito decidiamo di cenare. Mentre ceniamo sentiamo un rumore forte, un botto. Mio marito ha pensato fosse la pompa di un compressore idraulico che ogni tanto dà problemi. Si è alzato ed è andato a controllare in taverna. Nulla di strano. Nel frattempo è rientrata mia figlia. Verso le 22 e un quarto o poco più salgo, vado per controllare il pc in mansarda e passando davanti alla mia camera da letto vedo alcuni cassetti aperti. Chiamo mia figlia, le chiedo se era andata a prendere qualcosa poi vedo che il cassetto del tavolino era stato sfilato e svuotato sul letto. Per terra c’era di tutto. Mi accorgo che la finestra era aperta. Vado nella stanza attigua: finestra aperta e armadio spalancato, tutto svuotato. Stessi trattamento anche nella camera di mia figlia. Sono pure saliti in mansarda, aprendo vari cassetti. Insomma, ci hanno preso tutto quello che restava da rubare». La villa è dotata di allarme e di videosorveglianza, ma essendo in casa e tutti svegli, i padroni di casa non li avevano ancora azionati. I ladri sono entrati dal retro, prendendo una seggiola e raggiungendo un balcone, dopo una arrampicata: sul muro ieri c’erano ancora le tracce del loro passaggio. Hanno sollevato una tapparella e spostato dal cardine la spessa vetrata per entrare, un vetro è stato incrinato. La loro razzia, durata dunque pochi minuti, ha fruttato loro un bottino di alcune migliaia d’euro: si sono impossessati di oggetti in oro, orologi, alcuni gioielli. È la quarta volta che i ladri entrano in azione: in agosto presero anche l’argenteria, mettendola dentro alle fodere dei cuscini. Un’altra volta la padrona di casa vide una coppia di ladri nel giardino e poi armeggiare a una finestra: «Ho battuto forte contro i vetri e quei due, un ragazzo e una ragazza, se la filarono».
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