Gazzetta di Modena

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«Conflitto d’interessi con Faglioni presidente»

di Serena Arbizzi
«Conflitto d’interessi con Faglioni presidente»

Benatti, FI, contro la presentazione del titolare di Enerplan al posto di Schena  L’ingegnere: «È un attacco infondato. E non sorgeranno situazioni ambigue»

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Entra sempre più nel vivo la “guerra” per la conquista della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. Dopo la pubblicazione della lista guidata dall’ingegner Corrado Faglioni, in alternativa al presidente uscente Giuseppe Schena, che verrà depositata entro il 14 maggio, scoppia la polemica su un possibile conflitto d’interessi del titolare di Enerplan con l’incarico di presidente dell’ente di via Sardegna. A sferrare l’attacco è il consigliere di Forza Italia Roberto Benatti. «La premessa è che Faglioni è un eccellente professionista le cui qualità etiche e morali non vengono neanche lontanamente messe in discussione - dice Benatti - Ma Faglioni è anche il titolare di Enerplan, società di ingegneria che da sempre lavora con la diocesi e gli enti locali. Sul sito di Enerplan, ci sono tantissime opere realizzate sul territorio su incarico della diocesi e del Comune, o degli enti locali, per esempio la scuola di Santa Croce, la biblioteca Loria, il palazzo e cinema Corso, la Cattedrale, le chiese di Santa Croce, di Novi, di Fossoli, di Cibeno, di Quartirolo… e non dimentichiamo che Faglioni ha recentemente ottenuto l’incarico per la progettazione degli impianti della nuova sede comunale. Noi sappiamo che larga parte delle erogazioni in conto capitale della Fondazione finiscono alla diocesi e al Comune e che vengono appunto usare per costruire e ristrutturare palazzi e chiese. A questo punto potremmo avere, a ogni erogazione, la condizione di avere un presidente che eroga contributi che poi la sua società di ingegneria andrà a gestire come progettazione, esecuzione, direzione lavori… Quale potrà essere il suo vero grado di autonomia, serenità e indipendenza di valutazione nelle erogazioni? Non è chiaro che c’è un conflitto di interessi che bisogna a tutti i costi evitare? Il sindaco, nel pieno rispetto dell’autonomia della Fondazione, non ritiene opportuno dire la sua, almeno sulle “caratteristiche” di indipendenza assoluta che debba avere il presidente della Fondazione? Fra i nomi designati al CdA della Fondazione spicca, per esperienza e capacità, quello del notaio Fiocchi. Perché non pensiamo a un presidente della Fondazione donna e al di sopra di ogni sospetto per quanto riguarda potenziali conflitti di interessi?» conclude il consigliere azzurro.

Altrettanto determinata la replica dell’ingegner Faglioni. «Si tratta di un attacco completamente infondato - commenta il candidato alla presidenza - Siamo la seconda società di ingegneria di Modena e rientriamo tra le prime dieci in Emilia Romagna. Chiaro che se si va a consultare il nostro sito si trovano molte opere. Quelle citate sopra sono legate agli effetti del terremoto: fanno parte di interventi legati alla ricostruzione. E i fondi erogati alla nostra società, quindi, non sono arrivati attraverso il canale della Fondazione. Per quanto riguarda, poi, che Enerplan non assumerà incarichi che presentino potenziale conflitto d’interessi. Aggiungo che la nostra società non vive con quello che fa sul territorio. Il nostro fatturato si sviluppa per il 50% all’estero, mentre su Carpi la percentuale cala al 5/6%. E per conto della diocesi sono stati svolti anche incarichi non remunerati. Chi ci conosce sa che operiamo all’insegna della trasparenza. Enerplan, inoltre, è una delle poche società che presentano una figura specifica che si occupa di restauro all’interno Il progetto partito con la presentazione della lista riguarda una logica molto diversa dalla lottizzazione dei posti. L’idea è di mettere insieme professionalità elevate al servizio del territorio che appartiene a tutti. Si tratta di un gruppo trasversale a ogni forza politica. Non è una battaglia verso Schena anche se su certi temi si è giocato male. Parlo del fondo Atlante con cui si sono bruciati 10 milioni. E parlo di Aimag, che è un asset. Su questo tema ho lottato in modo disinteressato». E con la sua guida, la Fondazione realizzerà «un progetto per Santa Croce nei prossimi quattro anni - promette Faglioni - Qualche idea e la sottoporremo al confronto».

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