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Masina su sport e genitori: «Non assillate i vostri figli»

di Agata Patanè Armenia
Masina su sport e genitori: «Non assillate i vostri figli»

Castelfranco. Il calciatore del Bologna ospite ad una serata sull’attività giovanile «Sbagliato fare pressione sui ragazzi». Gli esperti: «Si deve imparare a perdere»

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CASTELFRANCO. «Ogni genitore che mette una pressione troppo elevata su un ragazzino non fa il suo bene».

Parole di Adam Masina, calciatore di serie A del Bologna e ospite speciale durante la serata “Lo sport dentro e fuori dalle regole” nell’incontro che si è svolto lunedì sera al teatro Dadà di Castelfranco. I ringraziamenti per l’organizzazione dell’evento sono andati ad Andrea Berti, presidente dell’Ad Basket Polisportiva Castelfranco, Alessandro Poggi, general manager della stessa società, Pierluigi Merighi, presidente della Polisportiva di Castelfranco e Leonardo Pastore, assessore comunale.

Quest’ultimo ha elogiato le società sportive castelfranchesi, evidenziando il loro impegno costante e duraturo ed il loro impatto sulla comunità, evidente «non solo nei risultati sportivi, ma anche nella capacità di formare cittadini, di educare le nostre ragazze ed i nostri ragazzi».

La serata ha infatti trattato tematiche trasversali che coinvolgono tanto lo sport quanto la sfera umana e sociale, fornendo spunti di riflessione agli educatori, ai genitori e ai ragazzi presenti.

Oltre a Masina, sono intervenuti Gustavo Savino, specialista in Medicina dello sport e Farmacologia clinica dell’Ausl, Monia Pinelli, psicologa dell’Ausl specialista in motivazione nell’ambito della Medicina dello sport, Elisabetta Tassinari, playmaker della squadra Basket Progresso Matteiplast.

Conduttore della serata è stato Matteo Ansaloni, responsabile del settore giovanile Basket Castelfranco.

Partendo dalle storie personali dei due giocatori presenti si è parlato del ruolo della famiglia nell’attività sportiva, che la Tassinari ha definito fondamentale ma «nel giusto modo e nella giusta misura».

Punto di vista sottoscritto da Masina che, come detto, ha sottolineato come i genitori non debbano influire negativamente sull’attività dei figli. È infatti importante distinguere tra il ruolo dell’allenatore e quello del genitore, troppo spesso coinvolto al punto da creare malesseri, nel tentativo di proteggere il proprio ragazzo anche da quella “cultura del fallimento” che dovrebbe in realtà essere insegnata, come evidenziato ad inizio serata da Merighi e poi in seguito dalla dottoressa Pinelli.

La specialista ha infatti sottolineato come «oggi abbiamo la cultura della performance, non sappiamo più perdere. L’avversario è uno stimolo, ci aiuta a migliorare a prescindere dal fatto che si vinca o che si perda».

Legato al tema del fallimento vi è il discorso sull’uso di sostanze dopanti e sul rapporto con il proprio corpo ed il dolore fisico, raccontato da Savino attraverso l’uso di storie vissute nel corso della propria carriera, come per l’utilizzo di antidolorifici: «C’era un giocatore che non voleva entrare in campo senza prima un’iniezione di antidolorifico, nel caso in cui si fosse fatto male durante l’incontro. L’uso di antidolorifici a scopo preventivo è assurdo, ma dato che non voleva ascoltarmi io per tutta la stagione gli ho iniettato della fisiologica – quindi dell’acqua – anziché il medicinale. A fine stagione gli ho svelato l’inganno e lui ha capito che non ne aveva realmente bisogno».

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