Gazzetta di Modena

Modena

Mef di Modena: Ferrari tra rosso e... rosa Ecco le auto delle dive

di Stefano Luppi
Mef di Modena: Ferrari tra rosso e... rosa Ecco le auto delle dive

Mostra al Mef che unisce la magia del Cavallino al mondo dello spettacolo All’inaugurazione anche la cantante Amy Macdonald e la pilota Deborah Mayer

3 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.16812838:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/al-mef-la-mostra-il-rosso-and-il-rosa-la-ferrari-al-femminile/96655/97257]]

MODENA. Donne e motori eccetera eccetera è un binomio oltre che volgare anche falso. Lo dimostra, in occasione dei 120 anni dalla nascita e nei trenta dalla morte del Drake, la mostra al Museo Enzo Ferrari il “Rosso & il Rosa” presentata ieri.

L’appuntamento - al quale hanno partecipato a nota cantante scozzese Amy Macdonald e l’imprenditrice e pilota francese Deborah Mayer - testimonia il legame forte, indelebile e continuativo tra il gentil sesso e la casa automobilistica di Maranello. Del resto nella stessa fabbrica della Rossa le donne sono sempre di più e il glamour che le auto fiammanti firmate da Scaglietti, Pininfarina e molti altri designer portano avanti da oltre settant’anni è sotto gli occhi di tutti. Ecco dunque sfilare sotto la Galleria del cofano giallo le quattroruote marcate Ferrari appartenute o utilizzate da dive indimenticabili, a partire Anna Magnani con la sua Ferrari 212 Inter del 1951 scelta anche da Ingrid Bergman.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.16812572:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2018/05/09/fotogalleria/modena-al-mef-il-mito-ferrari-in-versione-femminile-1.16812572]]

A rappresentare gli anni ’60 troviamo ad esempio la 250 GTO del 1962, guidata in molti rally dalla pilota francese Annie de Montaigu, e la 250 LM del 1963, prediletta dall’attrice statunitense Jayne Mansfield. Ma soprattutto non mancare lungo il percorso della mostra le vetture delle due signore ospiti speciali ieri: la Ferrari 458 Italia di Amy Macdonald e i modelli da pista Ferrari 458 Italia GT3 e la Ferrari 488 Challenge di Deborah Mayer. Quest’ultima, anche collezionista d’arte, ha spiegato: «Ho iniziato a seguire la Ferrari perché guidare è sempre stata una passione collegata alla libertà. Per me libertà è mettermi alla guida all’improvviso: di recente, dopo una giornata terribile, ho preso l’auto e da Zurigo sono andata a prendere un caffè a Milano. Libertà per me significa questo. Gareggiare e correre, del resto è una mia passione sfrenata, la divido con il mio compagno e il resto della famiglia ed è divertente quando in auto siamo uno contro l’altro. La prima volta che ho guidato le Ferrari 458 Italia e 488 è stato nel 2016 ad Abu Dhabi e mi piaciuto moltissimo!».

Amy Macdonald, cantante e chitarrista capace di vendere 12 milioni di dischi nel mondo è altrettanto entusiasta della Rossa: «Non potrei mai separarmi dalla mia Ferrari 458 Italia, la adoro. Mi sento molto fortunata ad avere questa passione, è quasi una religione laica e appena ho potuto ho fatto un test driver che mi fatto innamorare ancora di più di questo mezzo fantastico. Per una ragazza come me nata vicino a Glasgow è veramente un sogno, non smetterei mai di guardarla in tutte le sue finiture con il cavallino rampante al centro. Ho guidato anche altre importanti marche sportive, ma niente di paragonabile a questa che è un’auto da godere a pieno». Il visitatore che va fino alla fine dell’anno sotto il cofano giallo di Kapuscinski trova appunto tanti pezzi d’arte. Bellissima, di un verde smeraldo, è la Ferrari 212 Inter che Anna Magnani volle nel 1951, all’epoca in cui girava il film “La carrozza d’oro”. Apprezzabile è anche la 375 MM di Zsa Zsa Gabor, sempre degli anni ’50, ma ci sono anche altri pezzi da novanta come una Formula 1. Tutte a testimoniare che qui di dolori non ce ne sono. Solo gioie a quattro ruote.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google