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MATTEO TRUFFELLI A MODENA COL SUO LIBRO 

«Serve una politica di servizio»

«Serve una politica di servizio»

Il presidente di Azione Cattolica: «Ora confronto, non scontro»

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“La P maiuscola. Fare politica sotto le parti” è l’ultimo libro di Matteo Truffelli, professore universitario a Parma e presidente nazionale di Azione Cattolica.

Il libro, appena uscito per la casa editrice Ave, sembra fatto apposta per questi giorni. Truffelli per la prima presentazione dopo l’anteprima a Roma, ha scelto Modena per una serata promossa dall’Azione Cattolica diocesana e dal centro Ferrari davanti a quasi 150 persone. Abbiamo chiesto a Truffelli di presentarci il significato del suo saggio

Che cos’è la politica con la P maiuscola?

«Innanzitutto - spiega l’autore - vuol dire fare politica sapendo vedere e sapendosi fare carico delle reali necessità del nostro tempo, del nostro Paese, del nostro territorio. Sapendo mettere davanti a tutto l’interesse e il bene comune rispetto agli interessi di parte e anche alle rendite di posizione, allo spazio politico da occupare».

Il quadro politico è davvero complesso e lei è alla guida di una associazione ecclesiale che sta, come ha scritto nel sottotitolo del libro, “sotto” le parti. Di cosa ha bisogno il Paese per uscire da questa crisi?

«Ha bisogno di tornare a imparare che la democrazia è prima di tutto confronto, non è semplicemente scontro tra posizioni predefinite. E’ anche capacità di ricercare un terreno comune in cui progettare insieme. Ha poi bisogno di ridurre le grandi disuguaglianze che lo lacerano e ha bisogno di politici che sappiano che la loro responsabilità non può essere vissuta in modo autoreferenziale. C’è bisogno di una politica che respiri con lo stesso respiro del Paese, quello dei bisogni e delle energie della nostra società. E dobbiamo partire pensando a chi è “sotto”, appunto, a chi ha meno possibilità e prospettive».

L’Azione cattolica come può sostenere questi processi e, usando una sua espressione, dare una mano a ricucire il Paese?

«Ricucire vuol dire tenere insieme le persone, le comunità, i territori, le generazioni, i modi di pensare. Quindi offrire anche l’associazione come spazio in cui chi la pensa diversamente, chi ha sensibilità diverse, ha modo di confrontarsi, dialogare e trovare uno spazio comune. E poi far sì che l’Azione Cattolica sia luogo dove si aiutano le persone a conoscere la fatica e l’importanza del pensare criticamente, senza lasciarsi manipolare da un modo di porre le questioni al tempo stesso divisivo e semplicistico».

Paolo Seghedoni

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