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PROPOSTA DI SI 

Invece dei market nei capannoni spazio a nuove case

«In città si continua a costruire nuovi centri commerciali medio-grandi. Perché questo sovradimensionamento della rete commerciale in una situazione di stagnazione dei consumi?» A chiederselo, sulla...

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«In città si continua a costruire nuovi centri commerciali medio-grandi. Perché questo sovradimensionamento della rete commerciale in una situazione di stagnazione dei consumi?» A chiederselo, sulla scia delle perplessità di Confesercenti, è Sinistra Italiana che collega il tema commercio al tema urbanistico. «Oggi sembra che ogni capannone ex produttivo in disuso, che si trova in zona urbana, debba essere trasformato in centro commerciale. - viene spiegato - Le attuali norme, sempre meno vincolanti, favoriscono il fiorire di questi interventi e legge urbanistica regionale, invece di porre limiti, ha liberalizzato le destinazioni d’uso degli immobili, ma il Comune deve comunque dare la concessione perché l’intervento si attui. Infatti anche l’infelice legge urbanistica impone che l’intervento di trasformazione del capannone debba avere il permesso dal Comune, debba esserci “l’accordo operativo” comunale, altrimenti l’intervento non è fattibile. E allora perché questa proliferazione? Vogliamo assistere ad una guerra commerciale in cui presto alcuni centri di medie dimensioni chiuderanno, anche se appena realizzati?»

Quale alternativa? Secondo Sinistra Italiana: «Si dovrebbe cogliere l’occasione per demolire tanti edifici ex produttivi e sostituirli con edifici residenziali. Magari premiando gli interventi con incrementi volumetrici. Rendendoli economicamente più convenienti e recupando aree già urbanizzate ed abbandonate, evitando di espandere la città e consumare territorio vergine».

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