Mercato antiquario Cartellino rosso a Muciaccia il ribelle
Il consiglio direttivo decide l’espulsione per il consigliere che si era lamentato per il trasferimento da piazza Torre
Espulso dal mercato antiquario al quale partecipa da decenni, anche se poi volendo potrà continuare a parteciparvi ogni ultimo week end del mese in piazza Grande. Ma soprattutto espulso con il suo stesso voto che era in “gestione” per delega a un dirigente dell’associazione “Mercantico” di cui in passato è stato anche presidente. È la vicenda che vede al centro Franco Muciaccia, storico operatore di una delle principali fiere antiquarie d’Italia che nei giorni scorsi aveva protestato con il Comune e con i vertici del “suo” consorzio poiché a suo dire era errato spostare le bancarelle da piazzetta Torre. Ricordiamo che lo spostamento il Comune - che a marzo ha avuto uno scambio di opinioni “deciso” con i vertici del consorzio - ha dovuto attuarlo dopo che nello scorso ottobre è stato approvato il regolamento comunale del sito Unesco. Quest’ultimo prevede una serie di iniziative nell’area di Duomo, Ghirlandina e palazzo Municipale, ma molto non si potrà più fare invece. Muciaccia non ci sta e ha rivolto una lettera aperta al sindaco Gian Carlo Muzzarelli. ""Sono stato cacciato dal consiglio direttivo del consorzio - spiega l’operatore modenese - perché ho espresso opinioni diverse da quelle del Comune e degli altri consiglieri. Solo perché ritengo che fosse più vantaggioso per la nostra fiera avere qualche banco in più in piazzetta Torre un week end al mese. Mi sono anche opposto alla critica comunale relativa alla qualità di quanto alcuni operatori espongono, chiedendo di conoscere chi è e che titolo ha la persona che esprime questi giudizi. Sinceramente mi pare un metodo di espulsione che ricorda pratiche sovietiche di alcuni decenni fa. Tanto tempo fa i problemi della Fiera antiquaria città di Modena si discutevano liberamente insieme e sempre con un rappresentante comunale. Tra l’altro vorrei sapere bene come e quando gli espositori abbiano votato per eleggere l’attuale consiglio direttivo. Una fiera governata così non fa più per me, restituirò la mia concessione comunale e me ne andrò”. Una vicenda, dunque, che non accenna a sopirsi. Il verbale dell’associazione che mette nero su bianco l’espulsione di Muciaccia è del 2 maggio. Il documento spiega che la Gazzetta di Modena in una serie di articoli ha riportato la posizione di Muciaccia - oltre che di altri operatori che hanno preferito rimanere anonimi - e del presidente di Mercantico Forti. Il verbale spiega inoltre che Mucciaccia ha avuto un “comportamento che è sembrato inadeguato, volto a interessi personali, lesivo del mercato e nocivo per i rapporti tra mercato ed ente ospitante. Questo comportamento è valutato di estrema gravità dal consiglio direttivo. Da qui l’espulsione secondo l’articolo 8 dello statuto. Segue la votazione che espelle Muciaccia all’unanimità, dunque anche con il voto per delega dello stesso operatore al quale è stata tolta la delega della comunicazione. Ma è concesso - se vuole - continuare a partecipare al mercato.
Stefano Luppi
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