Modena, emissioni senza fine ora c’è l’allarme benzene
Nuova denuncia del Comitato dei residenti: «Una presenza mai dichiarata» Il presidente Moretti: «Tutto entro i limiti di legge». Urla e rabbia all’assemblea
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.16817110:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/emissioni-serali-alle-fonderie-di-modena/96721/97323]]
MODENA. Come sempre non si è tirato indietro, restando a discutere con gli ultimi cittadini rimasti in sala fino a quando non sono stati tutti… sbattuti fuori dagli organizzatori per evitare che scattasse l’allarme.
È stato un Gian Carlo Muzzarelli piuttosto acceso - soprattutto quando si è alzato in piedi, avvicinandosi con decisione a due residenti che si stavano urlando addosso - quello che martedì sera è rimasto fino a mezzanotte all’altrettanto accesa assemblea organizzata dal Pd in polisportiva sul futuro della Madonnina. E anche se la carne al fuoco era tanta - Diagonale verde, piste ciclabili, assetto commerciale dell’area con la proliferazione dei supermarket - ad accendere la miccia è stata la questione Fonderie riunite di via Zarlati, con due “categorie” di residenti infuriati: quelli della zona nord della città, dal momento che dal 2022 il nuovo impianto sorgerà a Navicello, e quelli della Madonnina, preoccupati dalla ripresa degli odori e dal fatto che alla chiusura dell’attuale impianto mancano ancora tre anni e mezzo.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.16812550:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2018/05/09/news/modena-fonderie-la-madonnina-si-ribella-1.16812550]]
E proprio sulla questione emissioni, il comitato RespiriaMo aria pulita ieri è tornato ad attaccare, puntando il dito contro la presenza di benzene nell’area delle Fonderie: «Abbiamo scoperto che Arpae - spiega la portavoce del comitato, l’avvocato Chiara Costetti - nel fare le indagini in seguito all’esposto che abbiamo presentato in Procura, ha rilevato la presenza di sostanze che non erano mai state dichiarate dall’azienda. Mi riferisco in particolare al benzene, sostanza cancerogena la cui presenza ci preoccupa fortemente. Nella sua informativa - ha detto ancora la referente del comitato leggendo le parole dell’agenzia - Arpae fa notare che il benzene, in certe condizioni, può provocare forte disagio ai residenti, in particolare in caso di persistenza delle sostanze odorigene, alterando l’equilibrio psicofisico e causando malessere. È chiaro - ha concluso - che queste parole non fanno altro che aumentare la preoccupazione dei residenti». Parole a cui il presidente della cooperativa proprietaria delle Fonderie Gianni Moretti preferisce non replicare, facendo però notare che «la presenza di benzene viene controllata da oltre due anni e mezzo, e per questa sostanza, così come per le altre, non abbiamo mai superato i limiti previsti dalla Comunità europea. Insomma - continua il presidente - noi siamo perfettamente in regola con tutte le emissioni: le nostre energie ora sono concentrate sull’elaborazione di un progetto per il trasferimento, in modo da portare avanti l’attività e il suo indotto e salvaguardare i posti di lavoro».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16813678:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16813678:1650060709/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Tornando all’assemblea di martedì, ad esprimere preoccupazione sono stati anche alcuni residenti dell’area dai Torrazzi a Navicello: «Il problema non è tanto nel fatto che sulla Nonantolana arriveranno le Fonderie - ha detto un residente - ma piuttosto nel fatto che a Navicello le emissioni dell’impianto si sommeranno a tante altre, partendo da quelle dell’inceneritore». Un aspetto sottolineato nelle scorse settimane anche dal sindaco di Nonantola Federica Nannetti e che poco prima della fine dell’assemblea ha fatto infuriare Muzzarelli: «Quello che è certo - ha detto, quasi urlando, dopo una serie di interventi - è che a gennaio 2022 questa fonderia non ci sarà più, e questo non so più come dirlo. L’altro aspetto è che l’impianto oggi esistente verrà chiuso, mentre a Navicello nascerà una struttura completamente diversa, con le caratteristiche del 2022, consentendo così di continuare a produrre e di mantenere i posti di lavoro. In caso contrario, se non dovesse aprire il nuovo impianto, tutto diventerà molto complicato». Parole che non sono bastate calmare gli animi, tanto che poco prima di mezzanotte due residenti seduti in prima fila sono quasi venuti alle mani parlando delle case costruite negli ultimi 15 anni nel quartiere nonostante il parere di Arpae, che aveva invitato l’amministrazione a non urbanizzare l’area. Quindi, a mezzanotte inoltrata e dopo le ultime accese discussioni, tutti a casa. Aspettando la prossima assemblea…
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
