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Portovecchio, ecco la rivoluzione

Portovecchio, ecco la rivoluzione

Mirandola. Piano da sei milioni sull’ex centro logistico militare di San Martino, ma servono soldi privati 

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MIRANDOLA. Le Giornate del Fai lo avevano fatto scoprire o riscoprire a centinaia di persone e da tempo il Comune di Mirandola ha rimesso gli occhi su Portovecchio, il gigantesco ex centro logistico militare di San Martino. Da diversi anni c’è l’intenzione di poterlo rilevare gratuitamente dal Demanio e ora si annota un passaggio decisivo. Perché la Giunta ha approvato un progetto di valorizzazione culturale inserendo un ampio panorama di destinazioni d’uso in collaborazione con i privati: dal residenziale al commerciale, senza scordare i servizi alla persona e al welfare. Per realizzarlo servirà un piano da 5.9 milioni di euro: 3,8 arriveranno dalla Regione per la ricostruzione post sisma e altri due dovranno essere recuperati con la vendita agli agricoltori dei terreni che fanno parte dell’imponente complesso di San Martino.

L’intervento previsto dall’Amministrazione comunale si articola in diversi passaggi. In primo luogo è prevista la messa in sicurezza dei fabbricati principali presenti nell’ex centro logistico, tra cui lo storico palazzo Portovecchio o Menafoglio. Saranno poi rimosse tutte le macerie presenti e verrà recuperata l’area del parco della villa con la manutenzione straordinaria del verde. Quindi saranno realizzate due strutture aperte sul sedime di due stalle crollate, edifici a servizio del parco.

«Il Comune di Mirandola sta affrontando il percorso contemplato dal federalismo culturale - spiega il sindaco Maino Benatti - per poter acquisire dal Demanio uno dei più bei siti storici della Bassa modenese. L’area era utilizzata fino a una decina di anni fa dal Ministero della Difesa ma oggi è abbandonata e ha subito forti danneggiamenti dal terremoto del 2012. L’obiettivo è quindi il recupero, con contributi pubblici e privati, dell’area più nobile, quella della villa, del magazzino, del parco, delle scuderie che rimarrà a fruizione pubblica, riconsegnata ai cittadini». (fd)

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