Protesta anti-ceramica Ora il comitato si scioglie
Fiorano. I cittadini di via Ruini e Zini alzano bandiera bianca: «Troppo impegno» Lottavano contro gli insediamenti industriali sorti vicino alle loro abitazioni
FIORANO. Si scioglie dopo due anni il Comitato dei residenti di via Ruini e via Zini. Lo ha annunciato lo stesso comitato sulla sua pagina Facebook, precisando che gli aggiornamenti della pagina e le iniziative finiscono qui. È una decisione che pare un fulmine a ciel sereno, il comitato infatti era stato molto attivo nelle ultime settimane. Le ragioni addotte sono relative all’eccessivo impegno necessario per far funzionare l’attività. Tanto comunque è stato fatto, dicono i promotori, ma è anche vero che tanto ancora si sarebbe potuto fare.
Per inquadrare il sodalizio e il problema che ha esposto in questi due anni, va ricordato che via Ruini e via Zini sono due strade residenziali chiuse, che si trovano in piena zona industriale, laterali di via Ghiarola nuova, confinanti con Emilceramica. Sono due strade frutto del caotico sviluppo che il territorio ha vissuto negli anni del boom industriale, quando aziende e case sorgevano senza soluzione di continuità e senza suddivisioni chiare delle aree. Ci vivono alcune decine di famiglie, in case unifamiliari o di pochi appartamenti ciascuna. Per far funzionare un comitato del genere è necessario l'impegno di quasi tutti i residenti e probabilmente non tutti erano in grado di portarlo avanti. Pare comunque che alla base della decisione di chiudere ci sia anche il trasferimento in altra zona di uno dei promotori principali.
Il comitato in questi due anni ha protestato in modo sempre vibrante ma corretto, contro i vicini insediamenti industriali. In particolare gli atomizzatori di Emilceramica sono sempre stati un problema, anche se le emissioni sono sempre state considerate entro i limiti di legge. A questo tema lo scorso anno se ne è unito un altro, quando la comunità islamica locale ha acquistato l'unico pezzo di terra libero al termine dei due viali per realizzarvi un suo Centro polifunzionale. La protesta anche questa volta si è diffusa e il comitato ha incontrato nuovamente gli amministratori pubblici, chiedendo con fermezza che la realizzazione venisse fermata, non per questioni di intolleranza ma per non sovraccaricare ulteriormente di accessi, auto e confusione questa piccola area residenziale già vittima di un caos quotidiano causato dalla vicinanza con produzioni e magazzini. In questo caso la protesta ha fatto centro perchè la comunità islamica ha rinunciato (per vari motivi, anche tecnici) orientandosi invece su Veggia. Sul fronte industriale invece le perplessità dei residenti di via Ruini e via Zini sono destinate a rimanere. I numerosi incontri con l’amministrazione e le autorità sanitarie in effetti non hanno prodotto molto se non rassicurazioni. A un certo punto è stato ipotizzato perfino dal Comune di favorire il trasferimento dei residenti in altra zona. Ma era evidentemente un progetto molto futuribile, che è tramontato. Le proteste del comitato nell'ultimo periodo si erano perfino accentuate, dopo che Emilceramica ha annunciato l'avvio della produzione di grandi lastre proprio in questo sito. Il malcontento di via Ruini e via Zini si è saldato con la rivolta in corso a Borgotaro, contro i cattivi odori emessi dallo stabilimento Laminam. Era proprio questa la fase in atto al momento. Ma tutto è finito.
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