«Quel papà eviterà il mio calvario»
Englaro plaude alla decisione sul padre interprete delle volontà della figlia
«È la corretta e migliore applicazione della legge, quel padre dovrà fare come me, ossia portare al giudice tutti gli elementi che comprovano la volontà della figlia, ma senza poi dover subire il mio calvario».
Lo ha detto all'Ansa, Peppino Englaro, che si è battuto per anni perché venisse riconosciuta alla figlia Eluana, in coma da 17 anni, il diritto al rifiuto di proseguire i trattamenti sanitari che la tenevano in vita e poi per l'approvazione della legge sul biotestamento, commentando la vicenda del padre modenese nominato interprete delle volontà della figlia.
Il caso è quello portato ieri alla ribalta nazionale dalla Gazzetta di Modena. Come noto, il padre ultraottantenne di una donna ricoverata in coma da mesi all'ospedale di Baggiovara, a Modena, è stato nominato dal giudice tutore della quarantenne, incapace di esprimersi a fronte delle sue condizioni di salute. La nomina avviene sulla base della nuova legge sul biotestamento. La decisione del giudice, dunque, stabilisce che in mancanza di un biotestamento scritto, il tutore nominato può prendere decisioni sul malato incapace appunto di esprimersi, diventando così anche 'interprete' delle volontà della paziente in materia delle cure da affrontare o meno.
«Il giudice ha stabilito che l'uomo dovrà portargli elementi e prove che dimostrano che la figlia avrebbe voluto morire se si fosse trovata in quelle condizioni - ha aggiunto Englaro - Ed è esattamente questo che prevede la legge. Sarà una specie di istruttoria, e se il padre potrà far capire che così voleva quella povera donna in coma si procederà per la sospensione delle cure - ha spiegato ancora il padre di Eluana - Perché, come ripetevo sempre io: 'qui non conta la mia volontà, ma quella di mia figlia, io non mi sto battendo per Eluana, ma con Eluanà che non poteva più farlo direttamente e quindi ero io l'interprete delle sue decisioni». «L'importante è che quell'uomo abbia a disposizione gli elementi per dimostrare la volontà della figlia - ha concluso - Se li ha, il giudice ne prenderà atto e si procederà come prevede la legge, di sicuro il padre non dovrà ripercorrere tutta la lunga battaglia legale e giudiziaria che ho dovuto fare io e proprio grazie a questa legge»..
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