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Signifredi, il pedinamento partito a Reggio

Signifredi, il pedinamento partito a Reggio

Il pentito, alcuni giorni prima del pestaggio, ha partecipato al processo su una maxi frode dell’acciaio

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REGGIO EMILIA . E se la “falla” nel sistema protettivo del collaboratore di giustizia Paolo Signifredi si fosse aperta proprio a Reggio Emilia, quando di recente il pentito ha partecipato – come imputato – al processo su una maxi frode dell’acciaio?

Il sospetto c’è che Signifredi possa essere stato pedinato dal momento in cui ha lasciato il tribunale per dirigersi verso la località segreta in cui in quella fase era stato collocato. Il fatto poi che dopo averlo picchiato gli sia stato intimato di cambiare versione («Rettifica quello che hai detto altrimenti torniamo e sono guai») lascia aperte più di una motivazione al pestaggio, visto che al palazzo di giustizia di Reggio Emilia ha fatto scomode rivelazioni sia nel maxiprocesso di mafia Aemilia che nella causa dell’acciaio, per non parlare di quanto ha raccontato in altri due procedimenti contro la criminalità organizzata sempre ’ndranghetistica (Pesci in cui è imputato e Kyterion in terra calabrese).

Da quanto trapela, lo hanno colpito al volto e al corpo, a quanto pare a mani nude. Colpi assestati con perizia, da picchiatori esperti visto l’esito: ha riportato la frattura del naso, della mandibola e delle costole (la prognosi è di trenta giorni). Un agguato – non si esclude in stile mafioso – che ha portato al grave ferimento di Signifredi appena fuori dalla casa che gli era stata assegnata dallo Stato, in una località protetta del Centro Italia, mentre era senza scorta (rientrava da una visita medica). L’ennesima casa, cambiata peraltro da poco tempo per precauzione, alla quale sono però risaliti i tre uomini che hanno trovato quel “fantasma” coperto da identità segreta (che gli verrà presumibilmente ricambiata), e il 18 aprile scorso lo hanno pestato a sangue, lasciandolo in vita ma con un cupo avvertimento. L’inchiesta sull’agguato è di competenza della procura della località segreta dove è avvenuto il pestaggio, ma con invio degli atti su richiesta anche delle procure dove Signifredi è imputato, come Brescia, per l’inchiesta Pesci. Le procure antimafia, con il coordinamento di quella nazionale, stanno cercando gli autori del pestaggio e soprattutto i mandanti.

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