Cgil, in 3500 sfilano al corteo per lavoro giovani e pensioni
La segretaria Manuela Gozzi: «Nel Paese la crisi c’è ancora l’unica occupazione che sta crescendo è quella precaria»
Sono state circa 3500 le persone che, in occasione dello sciopero generale proclamato dalla Cgil per la giornata di ieri, hanno preso parte al corteo che ha attraversato Modena dalla Maserati fino alla sede di Confindustria. «L’adesione al nostro sciopero in molte ditte è tra l’80 ed il 100%, ci sono scuole chiuse, aziende ferme. Questa è la risposta più bella che potevamo dare», afferma la segretaria della Cgil di Modena, Manuela Gozzi, all’inizio del suo discorso. La confederazione ha scelto di partire dallo stabilimento del tridente come simbolo di continuità con la mobilitazione che si è tenuta lo scorso 2 dicembre anche per i lavoratori Maserati, che da ormai un anno e mezzo vivono una situazione precaria, vedendosi dimezzato lo stipendio ed entrando in cassa integrazione per circa una settimana al mese. Il punto d’inizio del corteo è stato inoltre individuato come antecedente la giornata di mobilitazione nazionale “workers day” della Fiom che si terrà in tutti gli stabilimenti Fca e Cnhi il prossimo 1° giugno, in concomitanza con l’ “investor day” aziendale. Gli ammortizzatori sociali, sicuramente presenti all’interno di questa realtà aziendale, costituiscono solo uno dei punti del discorso tenuto dalla segretaria Cgil, che ha detto: «Siamo stanchi che ci raccontino che viviamo in un Paese che sta uscendo dalla crisi, quando ogni giorno tocchiamo con mano che la crisi ancora c’è. Ci dicono che cresce l’occupazione e l’unica occupazione che cresce è l’occupazione precaria, sono i contratti a tempo determinato, sono i finti contratti, sono i lavori a chiamata e soprattutto continuano a non trovare opportunità di lavoro i giovani e le donne. È indubbio che un Paese che non si preoccupa di mettere in condizione i giovani di avere un futuro, rischia che sempre più persone vadano via; tanto che i dati dimostrano che aumenta la popolazione dai 64 anni in su».
Condizioni precarie, fuga di cervelli ed invecchiamento della popolazione sono tematiche non certo nuove, ma che bisogna continuare ad evidenziare con forza, specie quando a non lasciar posto ai giovani è l’impossibilità per coloro che dovrebbero terminare la propria carriera lavorativa di accedere alla pensione, altro punto caldo dell’assemblea: «Sono 25 anni che si fanno riforme che penalizzano i lavoratori, è necessaria una riforma che possa consentire anche a chi entra nel mondo del lavoro di avere una pensione. Non c’è solo il tema dell’età pensionabile, c’è quello di avere una pensione dignitosa, di rivalutare le pensioni in essere».
Altre tematiche affrontate dalla Gozzi sono state la Riforma Fornero, l’integrazione del welfare aziendale con quello pubblico, la necessità di creare condizioni di contrattazione territoriale e sociale che si vadano ad intrecciare con la contrattazione di secondo livello, la necessità di ragionare con imprese ed amministrazioni che abbiano voglia di pensare e di costruire un futuro. «Modena è una città che vede una parziale crescita e denuncia con forza tutti questi aspetti, aspetti necessari per dare futuro a noi e alle generazioni che verranno, ma soprattutto necessari per vivere una vita dignitosa attraverso l’avere un lavoro dignitoso», conclude la segretaria.
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