La mano tesa della Caritas a 50 famiglie in difficoltà
Maranello. Trenta i volontari che si occupano di distribuzione alimentare vestiario, doposcuola e corsi di italiano. Le richieste sono in costante aumento
MARANELLO. Trenta volontari, per un totale di 50 famiglie assistite, pari a 207 persone di cui 78 sono minorenni. Una distribuzione alimentare che avviene due volte a settimana: il mercoledì per tutti gli assistiti, il lunedì, invece, a chiamata, a seconda dei prodotti che si è riusciti a raccogliere, e dei relativi bisogni. Una realtà apparentemente piccola ma al massimo – per quello che può permettersi – dell’operatività, quella della Caritas della Parrocchia di Maranello. Da sempre sul territorio, prima si limitava alla raccolta alimentare e di vestiti usati. Dal 2010 un ampliamento che ha permesso di allargare i servizi forniti e di creare il centro d’ascolto. «Tutte le persone che vengono qui – spiega Suor Lucia, volontaria Caritas – hanno una scheda aperta al centro di ascolto, dentro cui vengono registrati i dati della famiglia col relativo Isee. Il centro d’ascolto serve a raccogliere le prime informazioni su chi chiede aiuto a noi: molte volte la necessità non è solo economica, ma anche psicologica». I trenta volontari si dividono, quindi, tra centro d’ascolto, che è il primo step da affrontare per poter essere assistiti dalla Caritas, distribuzione di alimenti, abiti usati, doposcuola per i ragazzi e ancora raccolta e trasporto di piccolo mobilio. Sono anche stati attivati corsi di lingua italiana. «A volte il problema non sono i soldi per la bolletta, ma riuscire ad andare in posta e comunicare con gli impiegati per riuscire a pagare. Per questo abbiamo pensato di offrire anche questo aiuto, per dare gli strumenti necessari per cavarsela nella vita di tutti i giorni. E le persone rispondono positivamente; i nostri corsi, tenuti da insegnanti in pensione, sono molto frequentati» continua Suor Lucia. Questo nonostante il numero di italiani che richiedono assistenza sia aumentato nell’ultimo anno: si conta che siano circa il 49% degli assistiti. Il 30%, poi arriva dal nord Africa, l’11% dall’Africa subsahariana, il 9% dall’Est Europa ed infine, l’1% dalla Turchia. Gli aiuti vengono un po’ da tutte le parti; ad esempio una parte dei prodotti alimentari è offerta dal Banco Alimentare di Parma e dalla Coop di Maranello grazie al progetto “Brutti ma buoni” (che, in sostanza, fornisce alimenti vicini alla scadenza). Ma non basta mai, così tutti sono invitati a partecipare. Oltre a fornire servizi essenziali, la Caritas di Maranello cerca anche di promuovere l’integrazione sociale, invitando gli assistiti a partecipare ai momenti conviviali della comunità cristiana. Per i più giovani, poi, una delle strade battute verso l’integrazione è quella dello sport, in particolare del calcio: «Se le famiglie sono in difficoltà, non facciamo pagare i corsi, o comunque offriamo tariffe molto agevolate» spiega il diacono Giuseppe Mililli. «Le richieste sono tante, noi cerchiamo di fare quello che possiamo come piccola realtà parrocchiale. A volte valutiamo anche servizi extra, come il pagamento di spese mediche, in accordo coi Servizi Sociali. Limitiamo più che possiamo gli sprechi – prosegue Mililli – chiedendo un piccolo contributo, seppur irrisorio, per ritirare gli indumenti usati. Il ricavato viene poi reintegrato nell’attività dell’associazione. Ma chi deve fare la parte più grande è il Comune...».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
