LO SCAMBIO»DALL’ASSIA A FOSSOLI
«È molto importante ricevere i rifugiati, abbiamo bisogno di loro. Molti hanno un’istruzione alta e, nel Land, abbiamo bisogno di figure di questo tipo da inserire nel mondo del lavoro». Parola di...
«È molto importante ricevere i rifugiati, abbiamo bisogno di loro. Molti hanno un’istruzione alta e, nel Land, abbiamo bisogno di figure di questo tipo da inserire nel mondo del lavoro». Parola di Gabriella Fladung, uno dei componenti della delegazione del Ministero per le politiche sociali e l’immigrazione del Land tedesco dell’Assia che, ieri, ha fatto visita all’ex campo di concentramento di Fossoli. Dove, da circa due mesi, è attivo un progetto di inserimento sociale e lavorativo di alcuni richiedenti asilo sviluppato dalla Fondazione in collaborazione con la cooperativa Leone Rosso.
Un viaggio, quello compiuto dagli otto delegati, per studiare dunque come, nel territorio carpigiano, si lavori sul tema dell’accoglienza ai rifugiati, in ragione di quelli che ritengono ottimi risultati in tal senso.
Il progetto, che coinvolge dieci ragazzi, dai 18 ai 25 anni, provenienti da Guinea, Nigeria e Gambia, prevede che si alternino a gruppi di due, una volta settimana, per pulire e ripristinare i luoghi del campo mediante l’affiancamento di volontari. «Siamo rimasti molto colpiti innanzitutto dalla calorosa accoglienza che Leone Rosso riesce a creare nel suo centro: un’atmosfera davvero bella, un elemento fondamentale per l’integrazione - ha spiegato, a nome della delegazione, Gabriella Fladung - Anche il rapporto con le amministrazioni locali ci è parso molto buono: anche questo permette di lavorare con buoni risultati verso l’integrazione che, sul territorio di Modena, siamo convinti abbia successo».
Mentre nell’Assia i rifugiati sono in prevalenza siriani, un altro elemento che ha molto impressionato la delegazione è che nel progetto del campo ci siano persone provenienti da etnie che, nonostante la diversità, vivono insieme, cucinano insieme... formano un’unica comunità. «Gli stessi operatori del vostro progetto sono stranieri - ha continuato Gabriella - E anche questo è importante perché in quanto tali possono capire gli aspetti peculiari della cultura dei ragazzi, oltre che rappresentare per loro dei modelli, il punto di arrivo di un percorso di crescita e ambientazione».
Maria Cleofe Filippi, vicepresidente della Fondazione, e Marco Gheller, referente Leone Rosso su Modena, hanno quindi condotto la delegazione in visita al campo dopo che, nella mattina, aveva fatto tappa al Centro di Accoglienza Straordinaria di Soliera. «Il modello di Modena funziona - ha affermato Gheller - Non solo a livello di cooperativa, ma di tutti i soggetti cui spetta la gestione dei richiedenti asilo. Abbiamo anche altri obiettivi: per i nostri ragazzi stiamo infatti attivando percorsi affinché possano sfruttare le loro conoscenze linguistiche e culturali per aiutare i volontari nelle varie attività, a loro supporto».
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