Traffico di cocaina: condannato a 10 anni
Stangata per un 32enne recidivo che gestiva un grosso giro in città con smercio di chili di droga
Dieci anni di carcere: questa è la pena decisa dal giudice al termine del processo con rito abbreviato (quindi comprensiva già dello sconto di un terzo della pena). L’accusa era di spaccio aggravato. La stangata è arrivata per Ervin Sallmani, 32enne residente a Castelvetro. L’albanese è considerato un trafficante di droga di primo piano a Modena città che si serviva di uno staff di suoi uomini e con mezzi ed esperienza alle spalle: era già stato arrestato a Modena nel 2004. Proprio questa sua attività di trafficante ripetuta nel tempo ha portato a una recidiva specifica che ha innalzato la pena finale: il pm Marco Imperato, che ha seguito le indagini meticolose della Squadra Mobile della Questura di Modena, aveva chiesto 10 anni e 6 mesi con sconto di pena già compreso.
Sallmani era agli arresti dall’aprile 2017, quando, dopo tre mesi di investigazioni serrate, gli agenti della Mobile lo hanno catturato in auto con un complice (questi ha patteggiato alcuni mesi fa una pena decisamente inferiore); la perquisizione successiva nella casa del complice a Vignola portò alla scoperta di due chili e mezzo di cocaina custoditi.
Sallmani è considerato il capo del giro: ne sono convinti gli investigatori e anche il pm Imperato. Si sapeva che aveva messo in piedi consegne grosse per chili di cocaina. Consegne gestite in modo professionale. Per questo motivo la Procura ha deciso di investire tempo ed energie nelle indagini delegate ad agenti della polizia di stato che non hanno risparmiato nessuna occasione per documentare cosa avveniva.
Pedinamenti e intercettazioni hanno portato a ricostruire i percorsi. La droga arrivava da percorsi collegati in qualche modo con l’Albania. Dal Paese balcanico partivano e arrivavano grosse auto con i carichi. A Modena, piazza appetibile, c’era Sallmani. Si circondava di altri uomini e trattava partite da mezzo chilo alla volta con spacciatori nordafricani, alcuni dei quali identificati durante le indagini. Ma non aveva mai con sé la droga o il denaro. Erano compiti per altri. Si trattava insomma di un giro ben organizzato che aveva creato una vasta attività di spaccio con punti di incontro tra il parcheggio della Rotonda, via Newton e il Parco della Repubblica. Una volta consegnata, la cocaina veniva venduta in modo capillare. Avevano anche una disponibilità di mezzi: molte sim telefoniche, auto dedicate all’attività, una macchina sottovuoto per il confezionamento e, al momento della perquisizione, anche 8mila euro in contanti.
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