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Carpi e Mirandola, Luna park, "La sicurezza è inadeguata": due denunce

di Serena Arbizzi
Carpi e Mirandola, Luna park, "La sicurezza è inadeguata": due denunce

Eventi sospesi fino a ieri nonostante il nullaosta dei sindaci. Protesta dei giostrai in prefettura prima dell’autorizzazione a riaprire in extremis

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CARPI. Due denunce agli organizzatori dei luna park per l’allestimento senza autorizzazione. Il rispetto delle misure previste dalla circolare Gabrielli ha infatti creato numerosi disguidi per eventi che prevedono un grande afflusso di persone. I primi problemi alle giostre di Carpi, installate nel piazzale delle piscine, si sono registrati sabato scorso quando almeno una sessantina di ragazzini hanno protestato perché non sono riusciti a usufruire dell’ora gratuita loro riservata. Questo perché è stato contestato agli organizzatori il mancato rispetto di alcune misure di sicurezza, come il posizionamento delle transenne. Lo stesso problema si è verificato anche in piazza Marconi a Mirandola, che da sabato scorso ospitala il luna park. In entrambi i casi i sindaci Alberto Bellelli e Maino Benatti hanno diramato un’ordinanza temporanea per consentire la riapertura da sabato a mercoledì scorso. Una volta effettuate le verifiche, tuttavia, la prefettura ha riscontrato che non erano ancora regolarizzate alcune situazioni e, pertanto, tramite la questura, ha fatto partire due denunce. Una a carico di Eros Degli Innocenti, responsabile del luna park carpigiano, la seconda indirizzata alla società L’accento di Cento (Ferrara) che gestisce la fiera a Mirandola. Da mercoledì, quindi, all’ingresso del piazzale delle piscine a Carpi campeggia la scritta “Chiuso per manutenzione”.

«Siamo stati eleganti... - commenta Eros Degli Innocenti - le giostre, in realtà, non hanno alcun bisogno di manutenzione. Siamo rimasti chiusi perché ci sono state imposte tante regole da rispettare. E questo implica spese su spese. Noi vogliamo regolarizzare la situazione ma allo stesso tempo non nascondiamo le difficoltà che riscontriamo nel fare questo».

«Abbiamo uscite di emergenza, torri faro, abbiamo messo subito le transenne nelle vie di fuga, come ci hanno richiesto - aggiunge Emanuele Casagrande, in questi giorni a Carpi con la sua giostra - Ci hanno chiesto di spostare un piccolo gioco, “Calcio di rigore”, per creare un passaggio di quattro metri per i vigili del fuoco. Siamo molto arrabbiati: sono venuti studenti con biglietti omaggio e non hanno potuto usarli».

Stesso malcontento fra i giostrai di Mirandola per l’interruzione del luna park. Ieri mattina si è riunita una commissione in prefettura per sbloccare la situazione e, ieri sera, il luna park ha riaperto sia a Carpi che nella città dei Pico. Un provvedimento assunto dopo i sopralluoghi di ieri pomeriggio. «A Mirandola abbiamo dovuto creare otto varchi con otto guardie e otto metal detector che controllino le persone che entrano. La recinzione è alta due metri» spiega il proprietario di una giostra.

«Noi rispettiamo queste regole - sottolinea l’assessore mirandolese Roberto Ganzerli - Ma se mi chiedete se le condivido, neanche un po’...».

Le opposizioni di Mirandola si sono scatenate contro l’eccessiva burocrazia portata dalla nuova normativa.

«È scandaloso apprendere che la fiera non possa partire perché il gestore per conto del Comune sbaglia più volte nel presentare il progetto - attacca Marian Lugli di Forza Italia - L’Accento deve prepararsi per bene e stare alla richiesta della prefettura per avere il benestare. Spero che il Comune intervenga per i giostrai che pagano l’occupazione pubblica per mettere qualche metro di giostra e faccia da garante se L’Accento non è in grado di avere tecnici esperti».
 

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