Il riformismo emiliano secondo Giuseppe Gavioli
Città universitaria e trasporti, sostenibilità e ambiente. Sono tanti i temi seguiti nella sua carriera da Giuseppe Gavioli. L’ex assessore regionale e presidente della Fondazione Mario Del Monte è...
Città universitaria e trasporti, sostenibilità e ambiente. Sono tanti i temi seguiti nella sua carriera da Giuseppe Gavioli. L’ex assessore regionale e presidente della Fondazione Mario Del Monte è stato riscoperto ieri pomeriggio nella sala Manifattura della Fondazione San Filippo Neri. Merito della dottoressa di ricerca Greta Benatti, curatrice del libro “Giuseppe Gavioli e il riformismo emiliano”. L’archivista ha raccolto i materiali del convegno “Giuseppe Gavioli e la cultura del riformismo”, organizzato dalla Fondazione Del Monte con il sostegno della Camera di Commercio. Gli atti congressuali si mescolano a scritti dello stesso Gavioli, consultati due anni dopo la scomparsa. Alcuni erano inediti. Benatti ha scovato linee conduttrici, tra cui «l’educazione, la politica, l’ambiente, la società contemporanea». Argomenti che si rincorrono nel libro dall’introduzione, curata dalla scrittrice, al cosiddetto “Effetto Modena” tratteggiato nell’ultimo capitolo. Un riferimento al contributo della Fondazione Del Monte agli Stati generali della città del 2010. Una serie di «azioni di soccorso e progetti strategici» per rilanciare il territorio modenese all’indomani della crisi economica del 2008. Un perno è la cultura a 360 gradi, dall’organizzazione degli eventi a una nuova progettazione di Modena. La ricetta indicata nel libro prevede di «migliorare la qualità architettonica della città e valorizzare le sedi, fisiche e simboliche, di condensazione della memoria». Tre i nodi trasversali: immigrazione, giovani e welfare. Nel primo campo è ideato un «Rapporto periodico sui problemi e le politiche in atto»; la formazione è la parola chiave nel secondo ambito, in cui è rilanciata «la promozione di un vero progetto-piano straordinario del lavoro per i giovani e con loro». Per il benessere comune sono richieste «una verifica e una discussione esplicita sul sistema dei servizi pubblici locali». Un ruolo nevralgico nella promozione culturale è svolto dall’ateneo di Modena e Reggio. «Gli Stati generali appaiono il passaggio idoneo ad assumere esplicitamente i problemi e le possibilità di Modena come città universitaria», si legge nel volume. Il metodo indicato è promuovere «una conferenza progettuale e programmatica su città e ateneo». Un passaggio attuale in un ricordo che «Beppe avrebbe apprezzato - ha garantito Roberto Guerzoni, successore alla presidenza della Fondazione - perché si mette il suo patrimonio a disposizione della città, delle istituzioni, delle singole persone che s’interessano di cultura». (g.f.)
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