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In trincea nel pronto soccorso Solo il 16% ha una reale necessità

di Alfonso Scibona
In trincea nel pronto soccorso Solo il 16% ha una reale necessità

Sono stati oltre 38mila gli accessi nel 2017, il lunedì è il giorno peggiore e i casi gravi restano limitati Il dottor Gottardi: «Vi spiego come gestiamo la situazione, chi ha la precedenza e i tempi di attesa»

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La divisione di Medicina d’urgenza e Pronto soccorso di Sassuolo ha accolto nel corso dell’anno passato 38.154 persone: una media di oltre 104 accessi al giorno. Parlando con i medici, in primis il dottor Enzo Gottardi, responsabile della divisione, si possono analizzare metodologia e tempistiche di uno dei punti cardine di un ospedale medio, qual è quello di Sassuolo.

«Iniziamo col dare alcune informazioni che in parte forse la popolazione già conosce - dice Gottardi - e che sono anche illustrate in alcuni cartelli, alcuni manifesti in sala d’attesa, altre invece non sono così ovvie e questo mi permette di precisarle. Il nostro è un pronto soccorso di media grandezza e l’anno scorso abbiamo avuto oltre 38mila accessi, quasi 105 pazienti in media quotidiana. Che tipo di accessi abbiamo? Tutti sanno ormai che i pazienti del pronto soccorso viene suddivisa sulla base dei codici di priorità. Il “rosso” è il paziente in pericolo di vita. Non ha praticamente attesa: i medici in servizio gli garantiscono immediata assistenza. Poi ci sono i codici gialli dove c’è la compromissione di una funzione vitale quindi o respirano male o hanno problemi al cuore o hanno situazioni comunque una situazione critica: sono circa il 15 per cento, mentre i codici rossi sono meno dell’1 per cento. Infine abbiamo i codici verdi e bianchi che sono fra il 70 e l’80 per cento di tutti i pazienti che vediamo. Del totale si arriva al ricovero di circa l’11 per cento: è una media abbastanza bassa. Ma i confronti vanno effettuati con una certa attenzione perché, per esempio il pronto soccorso di Baggiovara, che ha una percentuale di ricoveri molto più alta, è anche il centro Hub per politraumi, situazioni molto gravi, quindi hanno logicamente una percentuale di ricovero più alta della nostra».

Lo scorso anno sono arrivati al Pronto soccorso di Sassuolo 254 pazienti in codice rosso, 5.384 in codice giallo, 30.207 in codice verde e 2.309 in codice bianco.

La statistica finale riporta anche i tempi di attesa, che sono state inferiori ai 5 minuti (rosso), di circa 14 minuti (giallo), circa 1 ora (verde) e circa 100 minuti (bianco).

«Al riguardo - puntualizza il dottor Gottardi - il discorso è lungo però possiamo provare a farlo breve. Per i codici rossi non c’è tempo di attesa, per i codici gialli c’è un obiettivo di mantenere l’attesa sotto i quindici minuti. Talvolta non è rispettato completamente, ma posso assicurare che entro mezz’ora quasi tutti vengono registrati e visitati per testarne le condizioni. Trattandosi di una media dobbiamo poi valutare la giornata: ci sono giorni in cui il codice giallo aspetta cinque minuti e altri in cui, a causa della contemporaneità, c’è chi è costretto ad attendere qualche minuto in più. Questa spiegazione spero possa rasserenare un attimo gli animi e far capire agli utenti che ci sono delle priorità e delle spiegazioni. A Sassuolo abbiamo, nella settimana, il maggior numero di accessi il lunedì che, per tutta una serie di fattori, è sempre il giorno con le attese più lunghe. I codici bianchi hanno un’attesa media che è più di un’ora però, ricordiamoci, che sono anche quelli che per definizione potrebbero anche non avere bisogno di una prestazione di pronto soccorso».



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