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L’agguato all’Eni e il blitz a scuola

La lista era lunga e secondo la polizia che stava dando loro la caccia tutti i colpi avevano erano attribuibili alla baby gang: scippi in zona musicisti e in via Newton, una borsa rubata da un’auto...

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La lista era lunga e secondo la polizia che stava dando loro la caccia tutti i colpi avevano erano attribuibili alla baby gang: scippi in zona musicisti e in via Newton, una borsa rubata da un’auto in via La Spezia ad una donna appena salita in auto. Ma la banda si sarebbe anche avventurata in due spaccate, gettando nella stessa notata un tombino contro la vetrata dell’Ottica Galvani in via Emilia Ovest e contro quella della rivendita Zion Group Shop in via Barchetta. Non vanno dimenticati anche i colpi, compiuti e ripetuti il giorno successivo, ai danni dei chioschi rivendite in piazzale Primo Maggio (bottino irrisorio e parecchi danni alle vetrate e alle serrande) e ai distributori automatici di bevande, caffè e di vari generi alla stazione di servizio Tamoil a Modena Est,

A gennaio, verso la metà del mese, la banda però dà il peggio di sé. Dovendo abbandonare la fedele Mercedes nera, ormai divenuta famosa, fecero un agguato al distributore Eni in via Emilia Ovest, quello vicino al Burger King. Un cliente stava facendo benzina ad un Nissan Juke, suv compatto e potente, e si trovò all'improvviso un cacciavite puntato addosso. Suv rapinato e poi via, in giro per la città, a caccia di vittime. Una la trovarono dopo neanche un’ora, in via Ghiaroni, la banda con il suo “Juke” si era affiancata, uno era sceso e le aveva strappato la borsa. Qualche giorno dopo ci fu l’inseguimento con il tentativo di investire due poliziotti, ci fu ancora un borseggio con furto di un suv Skoda Yeti in via Newton. Poi, in pieno giorno, uno della banda venne inseguito e bloccato: aveva appena rubato una borsa dentro un ufficio della la scuola media Foscolo.

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