Nella “Città degli alberi” dove non esiste solo il Pd
Castelfranco. A Bosco Albergati c’è un’associazione che cura l’immenso parco Nata nel 1999 fa volontariato e organizza eventi paralleli alla grande Festa dem
CASTELFRANCO. Capita spesso che, in una calda sera estiva, si decida di mettersi in auto per trascorrere una serata diversa a Bosco Albergati in occasione della festa del Partito Democratico. Quel luogo, accanto al paesino castelfranchese di Cavazzona, ospita lo storico evento fin dal 1981, per volere dell’ormai tramontato Partito Comunista. Si parcheggia in mezzo all’erba, si fanno due passi e si gira tra stand gastronomici, banchetti, giochi, libri e spettacoli. Un luogo che si visita una, due volte l’anno e di cui non si sa nulla all’infuori di ciò che accade in occasione di quell’evento.
Un luogo che ha però una sua storia, che ha visto periodi di ricchezza ed altri di decadimento assoluto e che è stato recuperato solo qualche decina d’anni fa, inizialmente grazie ad una cooperativa di braccianti. Nel 1990, l’architetto Cesare Leonardi decise di disegnare un nuovo progetto su quella immensa landa di terra e dare vita a ciò che, di lì a poco, avrebbe preso il nome di “Città degli alberi”.
Attorno al nucleo storico, con i ruderi rimasti più o meno agibili e le piante secolari, negli ultimi ventotto anni è cresciuto un bosco che è stato sognato, disegnato e progettato, prendendo vita dal lavoro dei volontari e di tutti quelli che hanno creduto in un progetto che si potrebbe dire torni indietro nel tempo, riportando alberi ed arbusti laddove erano stati tolti.
Un lavoro praticamente sconosciuto, che dal 1999 viene portato avanti dall’associazione La Città degli Alberi, costituita da volontari che si autofinanziano e lavorano in prima persona al mantenimento del luogo.
Il disegno del parco, composto da 23 poligoni irregolari, non rientra infatti all’interno dei parametri europei e non ha diritto ad alcun sostegno economico. Negli ultimi diciannove anni l’associazione ha portato avanti iniziative ed eventi che, come cita l’articolo 3 del loro statuto, “abbiano natura culturale, ricreativa, turistica, sportiva e aggregativa per un utile e sano impiego del tempo libero”, ma non solo. I volontari, attraverso collaborazioni con enti privati, istituzionali e scolastici si sono impegnati nella “diffusione di una cultura più rispettosa dell'ambiente, della natura nel suo insieme”, si legge ancora. E così il via ai centri estivi per i bambini, agli eventi sportivi, alle cene ed alle conferenze. Tutte occasioni passate in sordina, perché quel luogo che l’associazione cura con tanto impegno e che potrebbe diventare un importante centro di aggregazione e diffusione culturale è nell’immaginario comune associato solo alla festa di partito.
L’associazione Città degli Alberi, sperando di estirpare questa correlazione fin troppo radicata nell’immaginario collettivo, organizza ormai da cinque anni l’evento “ViverVerde”, quattro giorni tra fine di maggio e inizio di giugno in cui promuovono il territorio ed il mangiar sano, con giochi per bambini, sport, laboratori ed attività commerciali tipiche. Non una piccola festa del Pd, come in molti pensano, ma un evento nuovo e che potrebbe anticiparne molti altri, per il recupero ed il sostegno di una grande risorsa dimenticata.
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