Gazzetta di Modena

Modena

Scippi e rapine, presa banda di ragazzini

di Giovanni Balugani
Scippi e rapine, presa banda di ragazzini

Sono cinque, tutti minorenni e vivono alla Madonnina. La polizia li ha arrestati per 35 episodi, tra cui 9 furti di automobili 

3 MINUTI DI LETTURA





Violenti e spavaldi. I cinque minorenni arrestati dalla polizia agivano senza alcun timore. Tanto da affermare, appena presi: «Credevamo di essere invincibili». Un credo che ha spinto il gruppo di ragazzini in un’escalation criminale durata da ottobre a gennaio, un periodo durante il quale, secondo gli inquirenti, avrebbero compiuto almeno 35 reati, tra scippi, rapine e furti d’auto. Proprio quest’ultima era la loro “attività” prediletta, che li ha portati a rubare nove vetture. La squadra mobile li teneva d’occhio da diverso tempo e giovedì sera ha eseguito l’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Tribunale minorile di Bologna: una, per il più violento del gruppo, in carcere, le altre quattro in una comunità. Per altri tre, tra cui l’unico maggiorenne, il giudice non ha ravvisato gli estremi di custodia.

«Si tratta di ragazzi tutti nati tra il 2000 e 2001 - specifica il capo della Mobile, Marcello Castello - da famiglie immigrate dalla Tunisia e integrate. Giovani che non lavorano e che non frequentano la scuola, ma che trascorrono le serate compiendo scorribande in giro per la città». Il punto di ritrovo è la Madonnina, quartiere in cui vivono. Il raggio d’azione, tuttavia, era molto più ampio, tanto da «creare allarme sociale in tutta Modena», aggiunge il questore Filippo Santarelli. In un caso, ad esempio, hanno scippato una donna anziana: questa ha provato a resistere, ma la violenza del gruppo ha prevalso, arrecandole una lesione al polso con oltre 30 giorni di prognosi. Man mano che i reati si susseguivano aumentava anche la loro audacia. In un’occasione, dopo aver rubato una vettura, sono stati intercettati da una Volante e durante l’inseguimento si sono schiantati contro un muro. Ciò nonostante non si sono arresi agli agenti, anzi innestando la retromarcia hanno tentato di investirli. Addirittura in una circostanza hanno speronato la Volante. Ma non sono gli unici casi in cui hanno incrociato la loro strada con quella delle forze dell’ordine. La polizia li ha fermati varie volte e mai hanno mostrato segni di pentimento, anzi schernivano gli agenti. La Mobile, dunque, indagava da tempo, tanto che poco tempo fa aveva eseguito una perquisizione sequestrando i telefoni cellulari. All’interno sono stati trovati i video con cui i giovani immortalavano le loro “imprese”. Oltre ai tabulati dei telefoni, sono state utilizzate le immagini di videosorveglianza e i rilievi della Scientifica sulle auto rubate, che venivano usate anche per compiere le rapine. Così si è arrivati ai 35 reati che vengono loro contestati, anche se non è da escludere che ve ne siano molti di più (e la polizia invita le vittime a farsi avanti). E non solo a Modena. Si sono spinti fino a Carpi e Reggio, dove hanno effettuato dei prelievi di denaro dagli sportelli automatici utilizzando un bancomat rubato. Anche mille euro, soldi che venivano spesi in futilità. Perché non parliamo di ragazzi indigenti, spinti al furto per necessità. Uno di loro lo ha confermato dopo l’arresto, stavolta con un atteggiamento assai meno spavaldo: «Lo facevamo per il piacere di farlo e per noia».

«Giovedì sera hanno finalmente compreso la gravità della situazione», prosegue Castello. Una sorta di pentimento, giunto, però, con troppo ritardo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google