Castelfranco tende la mano al popolo del Saharawi
Il sindaco e un gruppo di volontari sono appena tornati da un viaggio in Africa «È un gemellaggio basato sulla solidarietà». Il ruolo fondamentale della Regione
CASTELFRANCO. È un vero e proprio gemellaggio basato sulla solidarietà quello tra Castelfranco e il Saharawi. Un legame che dura da anni e che venerdì sera è stato raccontato nella sala Degli Esposti della Biblioteca comunale dalla delegazione che poco più di un mese fa si è recata in Africa per portare a termine l’ennesima missione. Tante le voci che durante la serata si sono susseguite e che hanno spiegato ai presenti in sala non solo la vita all’interno dei campi profughi del Saharawi ma anche quali sono gli obiettivi principali che le diverse organizzazioni si pongono nel portare avanti progetti di aiuti umanitari e di solidarietà. Ad introdurre la serata il sindaco Stefano Reggianini che ha avuto modo di partecipare all’ultima missione: «Si tratta di un popolo che ha poco ma dona tanto. È stata un’esperienza che oltre ad avermi segnato a livello personale mi ha reso orgoglioso del lavoro che tutta la comunità che rappresento sta portando avanti da anni». Il comune di Castelfranco infatti, insieme a quelli di Albinea e Torrile, è tra i maggiori protagonisti degli aiuti umanitari che vengono rivolti alle popolazioni del Saharawi. Un ruolo chiave, tuttavia, viene svolto anche dalla Regione così come spiegato da Vittoria Pastorelli, referente dei programmi solidaristici e umanitari: «Dal 2011 mettiamo in atto diversi programmi sanitari per curare le persone che provengono da paesi stranieri. Le strutture pubbliche sanitarie del sistema regionale prendono in carico i pazienti e la copertura delle spese, che ammonta a un milione e mezzo annui, è completamente sostenuta dalla Regione. Lo scorso anno abbiamo accolto e curato sei bambini provenienti dal Saharawi». Maria Augusta Nicoli, responsabile del programma “Innovazione Sociale" dell’agenzia sanitaria e sociale dell’Emilia Romagna ha invece posto l’accento sul fatto che azioni politiche come quelle portate avanti negli ultimi anni dalla nostra regione abbiano una notevole potenza anche in un’ottica di difesa della democrazia: «Rafforzare i legami tra i paesi, portare avanti strategie istituzionali che si basano sulla cooperazione, instaurando rapporti di tipo solidaristico non è così scontato come lo era in passato. Gli effetti sono potentissimi». Presente all’incontro anche Omar Mih, ambasciatore del Saharawi a Roma le cui parole hanno preceduto la proiezione del video- racconto dell’ultima missione portata avanti dalla delegazione dell’Emilia Romagna realizzato dalla giornalista Francesca Mezzadri. A raccontare l’importanza di esperienze come questa anche alcuni volontari come Alessia Benizi, Gianluigi Lio, Nadia Rossi e Fabio Campioli, presidente dell’associazione Kabara Lagdaf.
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