Italia Chianello, un percorso di dolore e fede che si fa poesia
"D'improvviso è scesa la notte./ Tocco inatteso di mani impietose/ sospinge il mio uomo/ verso indefiniti sentieri/ di Campi Elisi mai vagheggiati./ Già allettato da insistenti lusinghe/ affretta il...
"D'improvviso è scesa la notte./ Tocco inatteso di mani impietose/ sospinge il mio uomo/ verso indefiniti sentieri/ di Campi Elisi mai vagheggiati./ Già allettato da insistenti lusinghe/ affretta il passo deciso alla meta./ Ma insistente cadenza/ di richiamo struggente/ con flebile voce ne frena il percorso/ offrendo ostinata inesausto amore/ a riportare i sensi assopiti/ entro confini di vita quasi smarriti./ Fiaccole accese di stelle/ rischiarono alfine la via del ritorno".
Sono i versi del componimento "Il buio e le stelle" che dà il titolo alla raccolta di poesie di Italia Chianello che esprime l'intima indicibilità della sua profonda angoscia per le precarie condizioni di salute del marito che riesce poi a ritrovare la vita.
La poesia tesse legami con esperienze personali e familiari dell'autrice e lascia tracce di vicende pubbliche insopportabili, inquietanti, e dell'insano potere. Si svolge nella dimensione del dolore purificato dal vero amore che consente di "risalire dall'abisso, da profondità oscure". Un amore che è "spiritualità che s'innalza e tende a infinito di luce" che un firmamento di magiche stelle può avverare. Il linguaggio si vivifica nella dinamica del triste avvenimento, nella coscienza dolorosa di una lacerazione anche interiore, ma pure in un orizzonte di attesa sostenuta dalla fede che è la sostanza stessa della speranza, in una fortissima concentrazione di felici ricordi e gioie del vissuto, di caldi sentimenti capaci di aiutare a sconfiggere l'infinita sofferenza, i duri colpi al cuore, la mestizia dei luoghi di cura.
La scrittura è eticamente integrata nell'esistenza ed esteticamente verificata nella poesia che per la Chianello costituisce quasi uno stato di grazia ininterrotto. Con la parola poetica l'autrice risveglia la vita di slanci, di memorie di partecipata affettuosità legate anche all'infanzia e all'adolescenza, alle tenerezze della nonna, ai luoghi d'origine (la Calabria), a quel rito quotidiano di attingere l'acqua alla fonte, all'approdo a Modena, nel 1975, con il marito su "una seicento bianca, assaporando tempo e distanza fino alla meta, ai piedi della Ghirlandina, dove un caldo sentimento di accoglienza ci ha fatto sentire a casa". La Chianello, a cui si deve anche la pubblicazione, nel 2009, del volume "L'antico colle", pare rivendicare alla poesia quel senso e misura di tutto, un impegno di testimonianza di verità dell'anima. Il ricavato della vendita del libro (Guiglia Editore, pp. 94, euro 20), con prefazione di Roberto Fiorini, va alla Fondazione Giovanni Spinella che premia, con borse di studio, laureandi in medicina, infermieristica e tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria.
Michele Fuoco
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