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Leone Magiera, Mirella Freni, Luciano Pavarotti: i segreti dei tre giovani amici

Leone Magiera, Mirella Freni, Luciano Pavarotti: i segreti dei tre giovani amici

Micaela Magiera ha deciso di raccontare in un libro Freni, Magiera e Pavarotti «Narro la giovinezza, gli inizi e gli enormi sacrifici compiuti da tre grandi artisti»

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MODENA. «Mi sono emozionata nel ricordare le vicende di famiglia, ma lo stesso ho voluto scrivere questo libro dedicandolo ai miei figli e al futuro di tutti. Spero sia interessante conoscere la giovinezza, gli inizi e gli enormi sacrifici compiuti da cantanti come Luciano Pavarotti e Mirella Freni e dal pianista Leone Magiera. Questi ultimi i miei genitori».

L’avvocato Micaela Magiera, appunto figlia del maestro Leone Magiera e di Mirella Freni nonché “nipote” acquisita di Big Luciano, ha deciso di fare un regalo al pubblico e agli amanti della lirica e dell’opera.

Pubblicherà in estate un volume sulla sua famiglia allargata - che comprende appunto Pavarotti, l’ex moglie Adua e le tre figlie di primo letto di Big Luciano - rendendo note a tutti le vicende di questi mostri sacri della musica. Persone che hanno ricevuto per decenni standing ovation nei più prestigiosi teatri del mondo, ma che a casa sotto la Ghirlandina parlavano tra loro in dialetto.

«Non è stato semplice - continua Micaela Magiera - mettere insieme questi ricordi: l’ho fatto per fare conoscere a tutti gli anni della guerra, gli inizi delle carriere, il tanto lavoro, delusioni e i primi successi. Non nascondo che ho anche pianto in qualche occasione, soprattutto quando mi sono ritrovata tra le mani le lettere di Mirella e Leone giovanissimi fidanzati. Oppure quando ho letto una lettera di me bambina piccola rivolta a mia madre in qualche teatro lontano. Ho pensato di lasciare una traccia ora che vedo che il tempo va avanti, per i miei genitori e con Luciano che è morto da oltre dieci anni».
 

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Il volume uscirà presso Artestampa, l’editore modenese Carlo Bonacini che ha in passato pubblicato volumi relativi a Pavarotti come il recente “Vincerò”.

«Non conoscevo Bonacini - continua l’avvocato Magiera - perché questo racconto sulla Modena fino agli anni Sessanta l’avevo scritto più che altro per me. Le bozze le ho fatte leggere a mio padre che mi ha dato il suo benestare dicendomi che se avevo deciso di mettere a nudo gli aspetti famigliari non andava male. Anche Adua Veroni e le figlie mi hanno dato il loro via libera».

Vediamo come è costituito il libro: «Ho cercato, anche se non sono certo una storica, di fare una ricostruzione della Modena dal secondo dopoguerra agli anni Sessanta e in questo a suo tempo mi hanno dato una mano Giuseppe Gherpelli e il musicologo modenese Daniele Rubboli. Nel primo capitolo ho raccontato la famiglia di mio padre e dei miei nonni che erano parte di una stirpe modenese di giuristi e possidenti terrieri. Durante la guerra stavano tutti nella loro grande casa di campagna dove accolsero numerosi sfollati dalla città. Nel secondo capitolo entra in scena mia mamma Mirella che invece come lei stessa ricorda era vissuta nelle case popolari. E poi arriva Luciano Pavarotti che con Mirella si conosceva fin dall’asilo perché le due mamme lavoravano insieme alla manifattura tabacchi».

Nei capitoli seguenti le storie iniziano a intersecarsi e il lettore scopre via via i protagonisti. Le carriere sono ancora agli inizi, ma i personaggi diverranno leggendari nel loro campo. Anzitutto il Tenorissimo che la signora Micaela mostra in una serie di immagini inedite - che in parte pubblichiamo - dove recita insieme a Mirella. Se Pavarotti e la Freni sono stati tra i più noti cantanti d’opera del ‘900 non va dimenticato neppure che Leone Magiera, pianista, direttore d’orchestra e già segretario artistico del Teatro alla Scala di Milano, è stato il primo a insegnare musica a Big Luciano.

«Io - continua a raccontare la signora Micaela - ero piccolissima e stavo sotto il pianoforte di mio papà. Lui e Luciano sono coetanei e anche se a me parevano grandi anche se all’epoca avevano solo venticinque anni. E non dimentico pure tutti i sacrifici che i miei e Pavarotti hanno fatto: i doni della natura non bastavano, ci sono i sacrifici, i momenti belli e anche i tanti difficili. E’ un altro dei motivi per cui ho scritto questo libro: questi personaggi sono noti per le loro performance pubbliche, ma nessuno a parte i famigliari può conoscere quel che avvenne tra le mura di casa».

Il volume sarà una autentica miniera di aneddoti sconosciuti: «Una cosa molto divertente, oltre ai tanti momenti in cui io e le figlie di Luciano, giovanissime, andavamo all’apertura di alcuni concerti, era proprio quel che avveniva quando si spegnevano i riflettori. Luciano e Leone nei primi viaggi all’estero non conoscevano certo l’inglese quindi avevano inventato una sorta di filastrocca in dialetto stretto e maccheronico con cui si rivolgevano a chi li omaggiava dopo una performance. Certe risate… Non voglio però ancora svelare tutto del libro visto che non abbiamo ancora deciso ufficialmente il titolo». Per ora il titolo provvisorio è “Rua Muro 68”, dall’indirizzo di casa Magiera dove si incontrarono a 15 anni Leone e Mirella. Rimasero fidanzati un quinquennio e sposati altri 24: il libro è quindi anche il racconto di una storia d’amore che oggi si è trasformata in una famiglia allargata.

Stefano Luppi
 

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