Un accordo “blinda” Faglioni Schena si ritira dalla sfida
Un accordo scritto tra 12 consiglieri di indirizzo per “blindare” Faglioni che, così, ha la maggioranza dei voti per conquistare la presidenza della Fondazione Crc. Poche ore dopo arriva la rinuncia...
Un accordo scritto tra 12 consiglieri di indirizzo per “blindare” Faglioni che, così, ha la maggioranza dei voti per conquistare la presidenza della Fondazione Crc. Poche ore dopo arriva la rinuncia di Giuseppe Schena, presidente uscente, alla ricandidatura ai vertici di Palazzo Brusati Bonasi.
Per la prima volta nella sua storia, è stato firmato un accordo tra consiglieri d’indirizzo. Il documento contiene un programma condiviso da perseguire sotto la guida di Corrado Faglioni, candidato presidente. «Il documento contiene linee di indirizzo per un progetto trasversale, condiviso e incisivo per il territorio - commenta Faglioni - Inoltre, abbiamo definito l’ultimo consigliere d’amministrazione della nostra lista, una donna, medico. Non sarà presente quindi Paola Ruggiero. Abbiamo accolto la sollecitazione di inserire qualcuno appartenente al mondo della sanità. Negli ultimi giorni non abbiamo ceduto alle pressioni di una mediazione. E puntiamo a realizzare il nostro programma che prevede punti riguardanti la gestione interna, le attività di carattere finanziario, più gli ambiti d’erogazione».
Dall’altra parte, Schena non depositerà la sua candidatura.
«Nelle ultime settimane ho ripetuto fino alla noia che la mia riconferma alla presidenza non doveva costituire un problema e non poteva essere l’unico argomento di discussione - argomenta il presidente uscente - Prendo atto della difficoltà di farlo questo esercizio, almeno fino ad oggi, di valutare nel merito le cose fatte e il contegno tenuto nel corso del mandato ormai esaurito. Non voglio rinunciare alla possibilità che ciò avvenga nei prossimi giorni e fino all’elezione del nuovo Cda e del suo presidente. La Fondazione è un ente privato, ma con una chiara e consolidata funzione pubblica, da considerarsi al pari delle istituzioni. Delle istituzioni ci si mette al servizio e a volte il servizio migliore che si può rendere è mettersi da parte. Lunedì prossimo non sarà depositata la mia ricandidatura nell’auspicio che ciò possa consentire a tutti una valutazione serena di ciò che la Fondazione è stata negli ultimi quattro anni e di cosa dovrà essere in futuro».
Serena Arbizzi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
