Bus in anticipo, studenti a piedi
Disagi per alunni dello Spallanzani e le famiglie che protestano
CASTELFRANCO. Sono bastati dieci minuti di anticipo dell’autobus per creare disagi non indifferenti ad un gruppo di studenti che non hanno avuto modo di rientrare a casa dopo la scuola. È successo sabato pomeriggio a Castelfranco quando alcuni ragazzi frequentanti l’istituto Lazzaro Spallanzani si sono recati presso la fermata del centro commerciale Le Magnolie per attendere il bus che però era già passato da dieci minuti. L’orario previsto di arrivo, infatti, era quello delle 14.05 ma in realtà il mezzo Seta aveva già superato quella fermata alle 13.55. A raccontare l’accaduto Chiara Mosconi, mamma di uno dei ragazzi coinvolti nella vicenda: «Io ero a Piacenza quando mio figlio mi ha chiamata raccontandomi quanto accaduto. Ha contattato Seta che però hanno addossato a lui e agli altri ragazzi la colpa di essersi recati alla fermata troppo tardi. Oltre il danno la beffa. Non è la prima volta che succedono episodi del genere- prosegue nel suo racconto la mamma-. Noi genitori che lavoriamo, o che non siamo automuniti, facciamo affidamento sui mezzi di trasporto pubblici per far tornare i nostri figli a casa. Non è bello per una mamma sapere che tuo figlio minorenne che dovrebbe tornare a casa si trova invece costretto a girovagare per Castelfranco, dopo la scuola, in attesa che un altro autobus chissà a quale orario lo riporterà a casa». L’autobus di cui sta parlando la donna è il 760 che da Castelfranco arriva a Spilamberto, luogo in cui sarebbe dovuto tornare il giovane studente insieme ad altri ragazzi presenti alla fermata. «Già un paio d’anni fa ho sollevato la problematica con Seta e l’unica risposta che sono stati in grado di darmi è che loro offrono un passaggio e non un servizio. Peccato che noi, questo passaggio, lo paghiamo e anche profumatamente...». La signora Mosconi, inoltre, ha provato a contattare nuovamente Seta dopo quanto accaduto sabato ma la risposta che ha ricevuto non è cambiata: «Mi hanno detto di inviare una email spiegando la dinamica dell’accaduto e muovendo tutte le critiche del caso. Sarà poi Seta a valutare un’eventuale risposta. Io non ci sto- sentenza la donna - Io pago per avere un servizio, per far sì che mio figlio minorenne torni a casa da scuola in orario e al sicuro e questo, per l’ennesima volta, non è accaduto. Non si tratta di un episodio sporadico e l’azienda deve assumersi le proprie responsabilità».
Sara Donatelli
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