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Discoteca in condominio, rivolta alla Sacca di Modena

Discoteca in condominio, rivolta alla Sacca di Modena

Il caso del Key West di via Canaletto arriva in consiglio comunale: «Risse e musica fino alle cinque»

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MODENA Per arrivarci, bisogna entrare in un complesso residenziale, giusto di fronte alla farmacia e al bar di via Canaletto. E in effetti in tanti ci entrano: anche in macchina, tanto che per i residenti spesso è difficile trovare posto. Ma quello del parcheggio non è nemmeno il problema principale degli abitanti del civico 152 di via Canaletto sud: va un po’ peggio con la musica e con le risse, anche perché i giorni di “stacco” sono solo due, e spesso si va avanti fino alle 5.

Il problema dei residenti di questa porzione della Sacca si chiama “Key West”: formalmente un circolo privato, ma in realtà, come raccontano i vicini di casa, una vera e propria discoteca aperta cinque giorni su sette - quelli di chiusura sono domenica e lunedì - e soprattutto animata fino all’alba. Non si tratta certo del primo problema per il locale della Sacca, che nel 2007, con una gestione diversa, era finito al centro di un’operazione dei carabinieri che aveva portato a una serie di arresti per prostituzione, mentre l’anno scorso, con una gestione ancora differente, era stato addirittura visitato dalle “Iene” per un servizio dall’emblematico titolo “Hanno riaperto i bordelli?”.

Tornando a oggi, da qualche tempo il “Key West” ha riaperto, con l’ennesima nuova gestione ma con lo stesso nome, facendo scoppiare subito un nuovo caso, tanto che il consigliere comunale di Mdp-Per me Modena Vincenzo Walter Stella ha deciso di interrogare la giunta per fare chiarezza su questa attività.

«L’ingresso del locale è situato all’interno di un cortile condominiale privato - spiega il consigliere - che fa parte di un complesso in cui abitano una dozzina di famiglie». Una convivenza difficile, incalza Stella, «per gli orari di apertura, che vanno dalla tarda sera alle 5 del mattino, per la musica sempre troppo alta, per le frequenti risse riconducibili all’abuso di alcol e lo spaccio di sostanze stupefacenti, e per il parcheggio selvaggio all’interno del cortile. L’ultimo grave episodio - si legge ancora nell’interrogazione - risale al 14 aprile, «quando un cliente è stato aggredito, malmenato e abbandonato sofferente nel cortile, mentre carabinieri e polizia municipale, intervenuti a seguito della chiamata dei residenti esasperati, si sono limitati ad accompagnare il malcapitato al pronto soccorso senza fare verifiche all’interno del locale». Una situazione che ha creato grande tensione nel quartiere, dunque, con i residenti preoccupati che si sono rivolti al consigliere comunale per fare luce sull’attività e per chiedere garanzie. Nell’interrogazione, dunque, il consigliere Mdp-Per me chiede alla giunta «se sia opportuno tollerare la presenza di una simile attività all’interno di un contesto urbano residenziale abitato da decine di cittadini e per quale motivo, visti i precedenti, in quel posto si possa ancora continuare a svolgere l’attività di locale notturno». (l.g.)
 

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