Gli abusivi con materassi, tv e decoder
La polizia ritorna nell’edificio in via Di Caula già al centro di tre blitz con denunce ed espulsioni
A volte ritornano. Anzi, molto spesso. La zona, per quanto vicina alla trafficata via Emilia Est, è comoda e permette rapidi spostamenti a chi non vuole farsi trovare. Lo stabile è in bella vista ma per il fatto che in pratica è davanti ad un traffico di auto costante, davanti al via vai di gente sia da Unieuro che presso le concessionarie di auto, passa inosservato. È di proprietà di un privato, è chiuso da anni ma pare ora al centro di una ristrutturazione, almeno così riferisce la polizia: comunque sia, le serrande e i mattoni non danno nell’occhio, fuori c’è una rete che protegge il giardino con la vegetazione incolta che mantiene le distanze, gli accessi sono a lato, lungo via Edoardo di Capua, stretta e non tanto lunga. Chi vuole nascondersi, chi vuole abitare una spaziosa casa vuota senza dare nell’occhio, qui ha fato la scelta giusta.
L’altra sera la polizia ha effettuato un controllo anche perché, a detta del vicinato, si era ricreato un buon via vai di “inquilini” notturni. Gli agenti hanno trovato catene e lucchetti tranciati al cancello e all'interno hanno rintracciato un marocchino di trenta anni che è stato in seguito denunciato perché non aveva obbedito all'ordine del questore di allontanarsi dall’Italia. In effetti qui aveva tutto gratis. All'interno probabiliste non era solo. Le tracce lo evidenziano: ci sono materassi, qualche mobiletto, una televisione con decoder, energia elettrice ed acqua corrente. Lo straniero è stato anche segnalato alla Prefettura quale assuntore di sostanze stupefacenti, aveva poco meno di un grammo di marijuana. Nell’aprile dell’anno scorso la casa fu al centro di tre sgomberi in pochi giorni che portarono a denunce ed allontanamenti vari di dieci persone. Il primo controllo era scattato quando il vero padrone di casa si era recato in visita alla proprietà, scoprendo che qualcuno si era introdotto all'interno occupando lo stabile abusivamente. La polizia sorprese un maghrebino all’interno, fermandolo e denunciandolo. Questo sopralluogo aveva però svelato agli agenti che quella casa era divenuta un luogo di rifugio e così dopo qualche giorno era scattato un blitz nel cuore della notte: all’interno vennero sorpresi nel sonno cinque marocchini e un tunisino, dai sessanta ai 35 anni).
Dopo qualche giorno, il vicinato aveva notato ancora del via vai e allora altro blitz, questa volta dei carabinieri: dentro vi erano tre marocchini in Italia senza permesso regolare probabilmente non informati che ormai l’alloggio era stato scoperto.
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