Gazzetta di Modena

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Muratori-San Carlo show ai Comix Games di Torino

di Davide Berti

Giochi con l’italiano, rap, tautogrammi e opere letterarie raccontate in chat Il liceo modenese secondo in Italia per pochi punti nella sfida con altre 130 scuole

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INVIATO A TORINO. Se la lingua è bene che si distingua, se l’italiano è anche un gioco strano, allora al Muratori San Carlo i Comix Games resteranno un piccolo tarlo. Così, a dirla rappando in rima – molto peggio di quanto non abbiano egregiamente fatto gli studenti ieri a Torino – c’è l’essenza di una giornata che una classe modenese ricorderà a lungo: la bravura di essere arrivati alla finalissima e l’amarezza per aver perso questo campionato italiano tra scuole di lingua e fantasia solo per un soffio.

Già, perché i ragazzi della 5CL del liceo Muratori San Carlo, strappati per qualche ora alla volata per l’esame di maturità, ieri al Salone del Libro di Torino sono stati gli autentici protagonisti di giornata nell’atto conclusivo dei Comix Games tra le quattro scuole che hanno superato una selezione tra oltre 130 istituti: tautogrammi, opere letterarie da raccontare come se i personaggi dialogassero in una chat di Whatsapp, addirittura un rap con alcune parole uguali per tutti, il tutto davanti a 400 persone.

Gli alunni della professoressa di lettere Lorena Alvino – accompagnati dai colleghi Simona de Niederhaursen, Fabiana Stefanoni, Gloria Pini e Stefano Maria Demuro - hanno avuto alcune delle intuizioni letterarie più geniali della giornata, talvolta anche molto coraggiose, ma non sono bastate a convincere la giuria e per una manciata di voti si sono dovuti accontentare del secondo posto, alle spalle del liceo classico “Carducci” di Cassino.

Organizzato da Comix in collaborazione con Repubblica@Scuola e il Salone Internazionale del Libro di Torino, con il contributo del Museo Egizio, Comix Games è un concorso nazionale di ludolinguistica dedicato alle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Un “gioco nato per gioco” nel 2013 - da un’idea di Silvia Stagi, come la famiglia di Comix ha ricordato ieri sul palco - e cresciuto anno dopo anno, fino a coinvolgere, nel 2018, oltre 130 istituti scolastici italiani per un totale di circa 650 classi e 150.000 studenti.

«Quello che accade alla finalissima è una piccola magia – dichiara Laura Panini, presidente della Franco Cosimo Panini – Il clima è quello che si respira a un concerto: un concentrato di energia e divertimento, di allegria, sorrisi e urla da stadio. Eppure i ragazzi non sono lì per ascoltare il loro cantante preferito, ma per misurarsi con la lingua italiana, per scrivere di libri, per ridere di, e con, Dante Alighieri e Alessandro Manzoni ma anche J.K. Rowling e R.J. Palacio. Accade perché con le parole è possibile fare molte cose, compreso, naturalmente, giocare producendo cultura».

Ieri la sfida ha avuto diversi acuti, animati dal mattatore di giornata Andrea Delmonte. Nel tema tautogrammatico, un componimento dal titolo “La mia classe” con parole che iniziano per la stessa lettera, il Muratori è stato l’unico a scegliere la S (tutte le altre scuole la C, come nell’esempio di Comix…) al grido di “sabato sera si sboccia”, con tanto di esortazione finale “scappate stolti” che ha strappato più di un sorriso.

Mai, però, come il dialogo in chat tra Renzo, Lucia e Don Abbondio, prima del gran finale con il rap di classe sulle note di Fedez e J-Ax, dove “Vorrei ma non posto” diventa “Studierei ma non posso” con strofa finale salutata con un’ovazione: “All’intervallo è sempre un pande-monio, impazziti per la scuola Muratori-comio, il libro ha preso il posto di una parte del corpo, infatti si fa a gara a chi ce l’ha più grosso”.

Il Muratori San Carlo ha dimostrato di aver capito pienamente lo spirito del concorso: divertirsi con le lettere. E ridere di gusto, ma con intelligenza, è ciò che Comix fa da sempre, tanto che il claim dell’agenda è “Se fa ridere è Comix”.

«Questo ci rende orgogliosi - puntualizza ancora Laura Panini - riuscire ad essere fedeli al nostro marchio e alla nostra identità, mandando ai ragazzi un messaggio costruttivo. Con Comix e i Comix Games abbiamo la speranza di aver contribuito a rendere la scuola anche un gioco, un piacere, un divertimento, capace di indicare la strada verso il sapere o per dirla con Umberto Eco, non a caso un grande ludolinguista, esplorare i meandri della coscienza. La reazione dei ragazzi ai Comix Games è sorprendente: in risposta ai nostri contest riceviamo dagli studenti di medie e superiori migliaia di contributi, arguti, divertenti, poetici, che dimostrano il loro talento e la loro passione. I nostri Comix Games ci dicono che acrostici, lipogrammi, tautogrammi, parodie e tutti i giochi di ludolinguistica servono ad appassionare alla lingua italiana, che è la porta d’accesso di ogni esperienza culturale profonda. Un’esperienza che in primis ha arricchito noi e che, con un po’ di orgoglio, ci auguriamo abbia arricchito le migliaia di ragazzi che in questi anni hanno giocato con noi e con cui continueremo a giocare con immutato spirito comixiano».

@dvdberti . ©RIPRODUZIONE RISERVATA



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