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«Cultura e mattone per il Sant’Agostino»

«Cultura e mattone per il Sant’Agostino»

L’assessore alla Cultura Gianpietro Cavazza spiega: «Le prime attività precederanno la chiusura definitiva dei cantieri»

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«Si va avanti più che mai in modo integrato: mattone e cultura. Non aspetteremo di chiudere completamente i cantieri per partire con le prime attività culturali». Sono le parole d’ordine del vicesindaco di Modena e assessore alla Cultura Gianpietro Cavazza, che nella seduta congiunta delle commissioni consiliari Seta e Servizi, ha dato il via libera alla nuova fase del progetto del polo culturale il Sant’Agostino-Estense, con l’obiettivo di chiudere l’iter attuale e avviare i primi bandi entro l’anno. Un progetto che, con i suoi 120 milioni di finanziamento - tra quello pubblico e quello della Fondazione Crmo - è senza precedenti per Modena, nonché uno dei principali progetti culturali per i prossimi anni in Italia. La delibera che dà il via al percorso per l’approvazione della Variante al Psc e al Regolamento urbanistico edilizio è stata così illustrata ieri dal vicesindaco Cavazza, dall’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli e dalla dirigente del settore Pianificazione territoriale Maria Sergio, mentre alla seduta delle commissioni ha partecipato anche il direttore della Fondazione Cassa di Risparmio Luigi Benedetti. Si procede così con l’ampliamento e il rilancio dei principali istituti culturali della città, dalla Galleria estense ai Musei civici, dalla Biblioteca estense alla Poletti, dai Musei universitari alla Fondazione Modena arti visive. Tornando alle questioni urbanistiche, il progetto ha ottenuto il parere unanime della Conferenza dei servizi preliminare al termine del percorso avviato con la sottoscrizione nel febbraio 2016 dell’accordo procedimentale da parte del ministero dei Beni culturali, del Comune di Modena e della Fondazione Crmo: avanti quindi con la copertura vetrata del Gran cortile, con la galleria vetrata del cortile del pronto soccorso, con la demolizione e la ricostruzione della parte mediana dell’ex Istituto pediatrico e la realizzazione del passaggio verso via Ramazzini. Dal punto di vista dell’iter, la variante dovrà essere adottata in Consiglio comunale, aprendo così la fase di 60 giorni per le osservazioni: se queste ultime non saranno sostanziali, la Conferenza si chiuderà con l’approvazione definitiva, mentre se fossero necessarie modifiche importanti bisognerà tornare in aula per un passaggio ulteriore. L’assessore Cavazza, comunque, non vuole perdere tempo: «Stasera - ha spiegato ieri - abbiamo la possibilità di presentare i risultati della Conferenza dei servizi e parallelamente, dal punto di vista culturale, lo stato di avanzamento dei lavori dopo le linee strategiche annunciate. Questi due piani procedono insieme, questo è il messaggio». Ma sarà possibile chiudere l’iter tecnico e far partire i bandi entro l’anno? «E’ l’obiettivo che abbiamo: mentre si aprono i cantieri - rimarca il vicesindaco - possiamo avviare il progetto culturale, questa è la linea. È anche un modo di dare conto ai modenesi dell’importanza di questo progetto e dell’opportunità di non dover aspettare che il cantiere sia completamente concluso, per ottenere i primi risultati». Ma le parole d’ordine per il nuovo Sant’Agostino sono anche “multimedialità” e “digital humanities”, mentre la “tenaglia” sarà il simbolo degli snodi del Sant’Agostino (nei “bracci” le nuove sale di lettura della Biblioteca estense, nel perno la digitalizzazione e il restauro del patrimonio librario antico). Sull’umanistica digitale, Cavazza parla in particolare di «sperimentazione di una piattaforma alla Galleria condivisibile, tra Università, biblioteca Poletti e archivio comunale». Il vicesindaco non manca poi a margine di rispondere alle ultime polemiche dell’associazione Amici del Sant’Agostino: «Le critiche? In questa città sono all’ordine del giorno e credo vadano ascoltate, il rapporto che abbiamo avuto con chi le ha mosse si è sviluppato sempre all’insegna del confronto. Alcune delle proposte fatte - rivendica Cavazza - sono state anche recepite, rispetto al progetto iniziale di qualche anno fa quello attuale ha diversi elementi innovativi. Sulle questioni edilizie ci sarà una Conferenza dei servizi ad hoc, così come gli uffici stanno già lavorando per recepire le osservazioni della Sovrintendenza». (l.g.)

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