Quando andare a scuola è una maratona quotidiana
Castelvetro. Solignano si mobilita per i bimbi del villaggio gemellato di Bahir-Dar Sos dei piccoli etiopi costretti ogni giorno a 14 chilometri a piedi e senza scarpe
CASTELVETRO. Sette chilometri ad andare e sette a tornare. Questa è la distanza tra il villaggio di Bahir-Dar e la scuola più vicina. Nessun problema se ci fossero i pulmini o le “macchinate” dei genitori per accompagnare i bambini. Qui no. Qui in Etiopia ci si sveglia di buon’ora e si va a piedi per un totale giornaliero in media di 14 chilometri. È questo il tragitto che tutti i giorni i piccoli devono coprire per poter imparare a leggere e scrivere, ma da qualche mese al loro fianco c’è l’aiuto di un paese intero, che si trova a migliaia di chilometri di distanza, ma che tramite la generosità fa sentire la propria vicinanza: Solignano. È sorto così un gemellaggio, realizzato da Giorgio Ballabio. Quest’ultimo è un dirigente della Scuola calcio dell’Acd Solignano, e durante un viaggio in Etiopia si è reso conto di quali siano davvero le condizioni di vita in quel Paese per i bambini.
Non ci ha pensato su due volte e appena rientrato in Italia ha posto le basi per una raccolta fondi. Lo ha fatto tramite l’Acd Solignano, la squadra di calcio, e con l’aiuto di tantissimi suoi compaesani ha comprato materiale scolastico e abbigliamento. Un po’ di tutto, colori, penne, matite ecc. Un lusso per quei bambini che mai avevano visto oggetti simili, tanto che gli operatori scolastici hanno dovuto spiegare loro come utilizzarli.
Ora a distanza di mesi i bambini hanno risposto con una bellissima lettera.
«Ciao, caro Giorgio - hanno scritto - Come stai? E come sta la tua famiglia? Noi stiamo tutti bene. Abbiamo ricevuto la foto che ci hai inviato e siamo molto felici. L’abbiamo portata a scuola e i nostri insegnanti erano molto contenti e sorpresi e ti salutano. Se è possibile per favore manda a scuola materiale per noi. E anche se possibile magliette e scarpe».
E proprio le scarpe sono la priorità. Immaginate cosa significhi ogni giorno percorrere quei chilometri. Da qui la necessità di doverle cambiare spesso.
«Questi bambini fanno una vita molto dura - spiega Giorgio Ballabio - La mattina arrivano a scuola dove finalmente possono mangiare un po’ di pane e latte. E non dobbiamo pensare a scuole come le nostre, ma a una grande unica classe che va dalla prima alla quinta. E dopo la scuola rientrano a casa e poi si occupano dell’approvvigionamento dell’acqua, andando ai pozzi che sono molto distanti con gli animali da soma».
Chi volesse aiutare l’Acd Solignano con un contributo può recarsi negli uffici al campo sportivo di via del Cristo dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18,30. Servono magliette e scarpe (non da calcio) anche vecchie.
Giovanni Balugani
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
